Metalmeccanica in Friuli Venezia Giulia: cala la produzione, le navi trainano l’export

I dati sul settore della metalmeccanica in Friuli Venezia Giulia

Nei primi nove mesi del 2025 la produzione metalmeccanica in Friuli Venezia Giulia registra una contrazione del 4,2%, in miglioramento rispetto al −7,2% rilevato nello stesso periodo del 2024. Ancora negativo anche il comparto siderurgico (−1,8%), mentre sul fronte del commercio estero l’export metalmeccanico regionale segna un incremento del 30,4%, raggiungendo i 10,7 miliardi di euro, grazie soprattutto alla cantieristica navale. È quanto emerge dal report di Confindustria Udine, che evidenzia segnali di attenuazione della fase recessiva e prospettive di una graduale ripresa nel 2026.

Un settore chiave per dimensioni e occupazione

Al 30 settembre 2025, in Friuli Venezia Giulia si contano 4.235 localizzazioni metalmeccaniche (ovvero sedi di imprese e filiali), pari a oltre un terzo del manifatturiero regionale (36,7%). Quasi una su due si trova in provincia di Udine, che ospita 1.778 imprese, il 42% del totale regionale.

L’importanza del comparto emerge con ancora maggiore evidenza sul fronte occupazionale: gli addetti metalmeccanici in regione sono 64.455, pari al 55,3% dell’occupazione manifatturiera complessiva.

In provincia di Udine lavorano nel settore 24.938 addetti, che rappresentano oltre la metà degli occupati manifatturieri provinciali (51,6%). Non sorprende quindi che la metalmeccanica generi il 56% del valore aggiunto del manifatturiero regionale, confermandosi il principale motore industriale del territorio.

Specializzazioni produttive

La struttura del comparto evidenzia alcune specializzazioni rilevanti. La provincia di Udine concentra quote particolarmente elevate nella metallurgia, nella fabbricazione di macchinari e nei prodotti in metallo, con incidenze che in alcuni casi superano il 50% degli addetti regionali. Nel complesso, la metalmeccanica pesa per il 31,8% delle imprese manifatturiere provinciali e per il 51,6% degli addetti, mentre a livello regionale le quote salgono rispettivamente al 36,7% e al 55,3%.

Produzione: segnali di rallentamento meno intensi

Nei primi nove mesi del 2025 l’attività produttiva metalmeccanica in Friuli Venezia Giulia ha continuato a risentire di un contesto economico complesso, ma con segnali di attenuazione della fase negativa rispetto al 2024.

Nel settore meccanico la produzione è diminuita del 4,2%, un calo significativo ma più contenuto rispetto al −7,2% dell’anno precedente. Anche la siderurgia resta in territorio negativo, −1,8%, ma in miglioramento rispetto al −3,2% del 2024.

Export regionale: la crescita sostenuta dalle navi

Sul fronte degli scambi internazionali, il 2025 mostra andamenti molto differenziati. Nei primi nove mesi dell’anno, l’export metalmeccanico regionale ha raggiunto 10,7 miliardi di euro, con un incremento del 30,4% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Questo forte aumento è però legato soprattutto alla cantieristica navale, le cui esportazioni sono cresciute da 1 a quasi 3,7 miliardi di euro. Al netto delle navi, l’export metalmeccanico regionale registra invece una lieve flessione ,−1,7%, risentendo della debolezza del commercio mondiale.

Guardando ai singoli comparti, crescono in particolare dai macchinari (+7,6%, da 2.410 a 2.593 milioni di euro) e dalle apparecchiature elettriche (+12,6%, da 690 a 776 milioni di euro). In calo risultano invece i prodotti della metallurgia (-0,8%, da 2.268 a 2.251 milioni di euro), i prodotti in metallo e i computer e l’elettronica (−46,5%).

Nel complesso, la metalmeccanica genera oltre due terzi dell’export regionale (67,1%), quota che in provincia di Udine si attesta al 65,4%. Tra i principali mercati di destinazione regionali spiccano le forti crescite verso Stati Uniti (+72,6%) e Germania (+109,7%), mentre si registra una riduzione delle vendite verso la Francia.

Cassa integrazione in lieve calo.

Nel periodo gennaio–settembre 2025, le ore di Cassa integrazione guadagni autorizzate per il comparto metalmeccanico in Friuli Venezia Giulia sono state circa 5,9 milioni, in lieve diminuzione (−1,8%) rispetto allo stesso periodo del 2024. Alla riduzione della CIG ordinaria (−12,5%) si affianca però un aumento della CIG straordinaria (+36,5%), segnale di processi di riorganizzazione e aggiustamento ancora in corso in alcune realtà aziendali.

Le prospettive

L’industria metalmeccanica del Friuli Venezia Giulia e della provincia di Udine si confronta ancora con un quadro internazionale caratterizzato da forte incertezza, tra tensioni geopolitiche, conflitti e barriere commerciali.

Le indicazioni provenienti dalle imprese suggeriscono tuttavia che il punto più basso del ciclo economico potrebbe essere stato raggiunto. Gli ordini mostrano segnali di lenta ripresa e le aspettative sono orientate verso un ritorno a una crescita della produzione nel corso del 2026.

La domanda interna resta debole, mentre l’export, soprattutto nei settori a maggiore contenuto tecnologico, continua a rappresentare il principale motore di sviluppo. Sarà inoltre determinante l’evoluzione dell’economia tedesca, che dopo due anni di contrazione è tornata a crescere, con prospettive di ulteriore rafforzamento nel prossimo biennio.

Per sostenere una crescita più solida e duratura, il comparto metalmeccanico dovrà continuare a investire in produttività, innovazione e internazionalizzazione, affiancando questi processi a un impegno costante per la riduzione dei costi di produzione, in particolare quelli energetici e delle materie prime.

La metalmeccanica in provincia di Udine

In provincia di Udine, la produzione del comparto meccanico nei primi nove mesi del 2025 mostra un andamento tendenziale in graduale miglioramento. Dopo risultati negativi nel primo (−1,7%) e nel secondo trimestre (−0,9%), il terzo trimestre segna un lieve recupero (+0,2%). Complessivamente, la produzione risulta in calo dello 0,8%, un dato migliore rispetto al −1,9% registrato nel 2024.

Più difficile, invece, la situazione della siderurgia, che continua a registrare cali in tutti i trimestri del 2025, con una contrazione complessiva del −2,4%.

L’export provinciale in crescita moderata

Nonostante il contesto internazionale incerto, le esportazioni metalmeccaniche della provincia di Udine nei primi nove mesi del 2025 sono aumentate dell’1,8%, raggiungendo 3,57 miliardi di euro.

Anche in provincia di Udine la crescita è trainata soprattutto dalle apparecchiature elettriche (+36,4%, da 240 a 328 milioni di euro); e dai macchinari (+3,4%, da 1.210 a1.250 milioni di euro). In diminuzione risultano invece le esportazioni di metallurgia (-3,2%, da 1.436 a 1.390 milioni di euro) ed elettronica (-15,8%, da 137 a 115 milioni di euro).

Per quanto riguarda i mercati esteri, si osserva una flessione delle vendite verso Germania, Stati Uniti e Francia, a fronte di una dinamica positiva verso Austria e Turchia.