Negozi aperti h24 e home restaurant, svolta in Friuli. Le novità della legge

Nuovo ddl e nuove regole in materia di commercio e turismo in Friuli: tutte le novità.

Negozi aperti h24 e home restaurant, svolta in Friuli, con nuove regole per commercio e turismo. Con 21 voti favorevoli e 14 astensioni, la formula scelta da tutti i gruppi di opposizione, il consiglio regionale ha infatti approvato a maggioranza il ddl 181 in materia di commercio e turismo. Ecco quali sono le principali novità apportate dai 49 articoli del ddl.

Orari liberi.

I commercianti potranno modificare liberamente gli orari di apertura e chiusura, con il solo obbligo di renderli visibili ai fruitori delle loro attività. Sulla base della liberalizzazione introdotta nella disciplina statale, le attività potrebbero restare aperte anche 7 giorni su 7 e per tutte le 24 ore, se lo ritenessero conveniente.

Nuovi tipi di impresa.

Il ddl definisce nuove fattispecie di attività quali la cucina domestica (home food e home restaurant), la fornitura di alimenti e bevande durante eventi e incontri di rappresentanza (catering e banqueting), l’acquisto e vendita di prodotti attraverso internet.

Commercio elettronico.

L’operatore non avrà più l’obbligo di comunicazione allo Sportello unico attività produttive (Suap) del singolo Comune.

Inizio, subentro, cessazione.

Non sarà più necessaria una doppia comunicazione – da inviare a Camera di Commercio e Comune – per inizio, subentro e cessazione di attività. D’ora in poi basterà inoltrare la comunicazione alla Camera di Commercio.

Ampliamenti.

Apertura e trasferimento degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande sono soggetti ad autorizzazione del Comune, mentre l’ampliamento è soggetto a semplice comunicazione al Comune. Un emendamento ha disposto che, sulla falsariga della normativa Covid, non costituisca ampliamento della superficie l’utilizzo di aree private all’aperto attrezzate, attigue all’esercizio: non c’è dunque necessità di ulteriore Scia.

Sospensioni.

Novità anche nelle procedure di sospensione delle attività: la durata massima viene fissata in 4 anni, in modo da evitare richieste di proroga a tempo indeterminato.

Titoli abitativi.

In caso di apertura di nuove attività, non si dovranno più allegare titoli abilitativi edilizi, cartografie e planimetrie, in quanto si tratta di documenti già a disposizione dei Comuni.

Commercio in aree pubbliche.

Il ddl dispone alcune linee guida, inserendo criteri come l’anzianità dell’impresa, l’esperienza degli operatori, la commercializzazione di prodotti tipici locali, il rispetto dei luoghi e del contesto architettonico.

Vendite accessorie.

Vengono in alcuni casi eliminate e in altre semplificate le comunicazioni che riguardano le vendite accessorie rispetto alla tipologia principale di somministrazione.

Vendite di liquidazione.

Eliminati alcuni passaggi burocratici, con l’equiparazione rispetto alle vendite di fine stagione e promozionali.

Autorizzazione fiere.

La semplificazione prevede che spetti al Comune interessato definire il limite temporale di sosta e la distanza minima di spostamento dell’impresa commerciale.

Sanzioni.

Disposta l’equiparazione delle sanzioni tra commercio in sede fissa e su area pubblica.

Locali storici.

Ampliata la gamma dei locali meritevoli di riconoscimento, tra i quali rientreranno lavorazioni artistiche tradizionali e abbigliamento su misura.