La viabilità tra la provincia di Udine e il territorio pordenonese compie un passo in avanti nel segno della sicurezza e del rilancio turistico: nella giornata di ieri, a Forgaria nel Friuli, è stato ufficialmente tagliato il nastro del nuovo tratto della strada regionale Ud 22.
Si tratta di un intervento atteso da tempo, che ha ridefinito il tracciato dell’arteria stradale per eliminare i rischi legati a un vecchio dosso sul rio Muris, storicamente penalizzato da una carreggiata troppo stretta e da una visibilità fortemente ridotta. L’investimento complessivo per la realizzazione di quest’opera ammonta a 1,08 milioni di euro.
La centralità delle aree fragili nelle politiche regionali
Alla cerimonia inaugurale ha preso parte l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, che ha voluto sottolineare il valore non solo viabilistico, ma anche sociale dell’opera compiuta in sinergia con l’Ente di decentramento regionale di Udine. L’esponente della Giunta ha rimarcato come la tutela di queste zone sia una priorità assoluta per l’Amministrazione.
“Garantire l’accessibilità di territori fragili come quello di Forgaria significa sostenere la qualità della vita delle comunità locali, il turismo e la sicurezza della viabilità. Questo intervento rappresenta un ulteriore tassello di un più ampio programma di opere di messa in sicurezza e protezione del territorio che la Regione sta portando avanti insieme all’Edr di Udine”.
L’intervento assume particolare rilievo anche per il ruolo di collegamento tra Forgaria e il territorio pordenonese attraverso il Ponte dell’Armistizio, tratto che sarà interessato dal passaggio dei ciclisti del Giro d’Italia nella tappa da Gemona a Piancavallo.
La sfida del dissesto idrogeologico a cinquant’anni dal sisma
Durante il suo intervento, l’assessore Amirante ha tracciato un quadro più ampio delle complessità che caratterizzano l’area di Forgaria, un luogo che unisce un inestimabile valore naturalistico, legato alla vicinanza del lago di Cornino, a una spiccata vulnerabilità sul fronte idrogeologico.
“Questo territorio porta ancora i segni del terremoto del 1976, di cui ricorrono quest’anno i cinquant’anni, e più recentemente dei dissesti causati dagli eventi meteorologici del 2023. Per questo la Regione continua a investire in opere di sistemazione idraulica, protezione dei versanti e sicurezza della viabilità”.
Gli altri cantieri sul territorio tra fondi Pnrr e futuro
L’appuntamento di ieri è stato anche l’occasione per tracciare un bilancio degli altri imponenti investimenti che stanno interessando la viabilità locale. Sulla strada regionale Ud 41, nel tratto compreso tra Forgaria e Trasaghis, sono già giunti al termine i lavori di posa delle reti paramassi. L’intervento, del valore di oltre 3 milioni di euro derivanti dai fondi Pnrr e delegati dalla Protezione civile, ha permesso di blindare e mettere in sicurezza il collegamento tra Cornino e Peonis, storicamente soggetto al pericolo di caduta massi.
A questo si aggiunge il recente restauro e consolidamento del Ponte dell’Armistizio sul torrente Arzino, curato dall’Edr di Udine grazie a uno stanziamento di 3,2 milioni di euro complessivi, equamente ripartiti tra fondi Pnrr e risorse regionali.
Lo sguardo è tuttavia già rivolto alle prossime scadenze operative, con la progettazione avanzata di nuovi interventi per 3,8 milioni di euro destinati a sanare i dissesti provocati dalle pesanti ondate di maltempo del novembre 2023, puntando alla stabilizzazione definitiva dei versanti franosi, al rifacimento delle barriere di sicurezza e alla salvaguardia della sede stradale.
