Affitti sempre più cari in Friuli Venezia Giulia: canoni su del 6,7%

I prezzi degli affitti in Friuli Venezia Giulia.

Il mercato degli affitti continua a correre anche in Friuli Venezia Giulia. Nel secondo trimestre del 2026 i canoni di locazione in regione sono aumentati del 6,7%, in linea con il forte rialzo registrato a livello nazionale, dove il prezzo medio ha raggiunto i 15,4 euro al metro quadro, il valore più alto rilevato da idealista dall’inizio delle sue rilevazioni, nel 2012.

Secondo i dati del portale immobiliare, a giugno 2026 il prezzo medio degli affitti in Friuli Venezia Giulia si è attestato a 13,1 euro al metro quadro, con una crescita del 4,8% rispetto a maggio e del 22,7% rispetto a giugno 2025. Il dato conferma una pressione sempre più forte sul mercato della locazione, in particolare nelle aree urbane e nei territori più attrattivi dal punto di vista turistico e lavorativo.

A livello nazionale, l’aumento trimestrale è stato del 4,2%, mentre su base annua la crescita è arrivata al 5,5%. Una dinamica che, secondo idealista, riflette un mercato sempre più diviso tra grandi città ormai vicine a una soglia di sostenibilità e province dove stagionalità, turismo e mobilità lavorativa incidono in modo più marcato sui prezzi.

“Il secondo trimestre racconta un mercato a due velocità. I grandi centri maturi — Milano stabile, Roma quasi ferma, Napoli in rallentamento — hanno raggiunto un tetto di sostenibilità per le famiglie, mentre la crescita si concentra nelle province turistiche e a bassa densità, dove stagionalità e mobilità del lavoro amplificano le oscillazioni”, ha spiegato Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’Ufficio Studi di idealista.

Trieste guida i rincari in regione

Guardando alle province del Friuli Venezia Giulia, il dato più rilevante arriva da Trieste, dove il prezzo medio degli affitti ha raggiunto i 15,3 euro al metro quadro. Nel capoluogo regionale la crescita trimestrale è stata del 16,7%, con un aumento mensile dell’11,1%.

In rialzo anche Gorizia, dove il canone medio si attesta a 11,5 euro al metro quadro, con un incremento del 6,8% nel trimestre e del 3,4% su base mensile.

Segno opposto invece per Udine e Pordenone. In provincia di Udine il prezzo medio è pari a 11,4 euro al metro quadro, ma il dato registra un calo del 5% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% sul mese. A Pordenone il canone medio scende a 9,8 euro al metro quadro, con una flessione trimestrale del 2,1% e mensile del 3,6%.

Il Friuli Venezia Giulia tra le regioni con i rialzi più marcati

Nel confronto nazionale, il Friuli Venezia Giulia si colloca tra le regioni con gli aumenti più consistenti del periodo. Con il suo +6,7%, la regione è appaiata alla Liguria e viene preceduta solo da Valle d’Aosta, Calabria e Abruzzo.

In termini di prezzi assoluti, il Friuli Venezia Giulia resta comunque sotto la media nazionale, fissata a 15,4 euro al metro quadro. Le regioni più care d’Italia sono la Valle d’Aosta, con 26,6 euro al metro quadro, la Lombardia con 19,7 euro e la Toscana con 19,3 euro. Sopra la media anche Lazio e Trentino-Alto Adige.

Secondo idealista, alla base dei rincari c’è uno squilibrio strutturale tra domanda e offerta. La richiesta di case in affitto si concentra soprattutto nelle grandi città del Centro-Nord e nelle località turistiche, proprio dove l’acquisto di un’abitazione risulta più difficile e l’offerta in locazione resta insufficiente.

A pagare il prezzo maggiore, sottolinea De Tommaso, sono “soprattutto le famiglie e i giovani che vivono in queste aree ad alta tensione, dove l’affitto assorbe una quota crescente del reddito”.

Il quadro nazionale

Tra i capoluoghi italiani, Milano resta la città più cara con 23,3 euro al metro quadro, seguita da Firenze, Venezia, Roma e Bologna. Gli aumenti più forti si sono registrati a Verona, Massa, Reggio Calabria, Ascoli Piceno, Catanzaro e Lodi.

Nei principali mercati, Torino cresce del 4,7%, Bologna del 2%, mentre Roma, Napoli e Cagliari restano quasi ferme. Milano è stabile, mentre Venezia registra un calo del 2,6%.

A livello provinciale, oltre l’80% dei territori italiani ha visto salire i canoni nel secondo trimestre. Gli aumenti più marcati sono stati registrati a Nuoro, Sassari e Grosseto, mentre tra le province in calo spiccano Belluno, Enna e Sondrio.

L’indice idealista prende in considerazione i prezzi di offerta pubblicati dagli inserzionisti sulla piattaforma, calcolati sui metri quadri degli immobili. Le inserzioni anomale o con valori fuori mercato vengono escluse dalle statistiche, mentre i dati finali sono elaborati utilizzando la mediana delle inserzioni valide in ciascun mercato.