In arrivo pc portatili e WiFi per gli studenti del Friuli per la didattica a distanza

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Ancora aiuti alle scuole e agli studenti.

Computer portatili, tablet e notebook. Ma anche chiavette WiFi, schede Sim per navigare agevolmente in 4G. Sono questi i dispositivi digitali che la Regione metterà a disposizione di scuole e famiglie investendo un ulteriore milione di euro del Fondo Sociale Europeo per la didattica a distanza.A darne notizia è l’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen.


“Consapevoli degli inevitabili disagi legati alla connettività – spiega l’assessore -, all’efficienza della rete e all’effettiva disponibilità di strumenti adeguati, abbiamo avviato un monitoraggio in accordo con l’Ufficio scolastico regionale per capire quali fossero le esigenze delle famiglie.
Una volta raccolti i dati attesi, abbiamo elaborato azioni complementari rispetto a quelle avviate dal Ministero, che ha messo a disposizione circa 2 milioni e 800mila euro per i dispositivi digitali. Adesso, grazie alle risorse del Fondo Sociale Europeo, la Regione aggiunge un altro milione, portando a circa 4milioni di euro l’investimento complessivo”.

Per quanto riguarda poi i numeri del Friuli, il totale di studenti iscritti è di 143mila 160 unità. Gli alunni sono suddivisi in 89mila 585 negli istituti comprensivi, 46mila 719 negli istituti secondari di secondo grado. Inoltre, sono 2mila 843 nel convitto, educandato ed istituto omnicomprensivo e 4mila e 13 nei Cpia (centro provinciale istruzione adulti). La Giunta Fedriga ha coperto il fabbisogno delle scuole ancora scoperte. Infatti, la misura regionale copre circa 36 istituti.

“Stiamo potenziando la didattica a distanza – commenta Rosolen – perché, in questa fase, è imprescindibile. Tuttavia, restiamo convinti che il contatto non possa essere sostituito dalla webcam. Se la nostra Regione avesse la competenza diretta sull’istruzione, avremmo impresso una forte accelerazione sul ritorno alle lezioni”. “Restiamo convinti della necessità di una spinta federalista in questo settore. Vogliamo decidere – conclude
Rosolen -, non dipendere da altri“.