I consumatori del Friuli Venezia Giulia continuano a confrontarsi con una crescita costante dei prezzi al consumo. I dati definitivi di maggio 2026 fotografano un quadro di pressione inflazionistica per la regione che, nel confronto nazionale, si posiziona nel gruppo dei territori con gli incrementi più alti d’Italia, superando la media del Paese attestata al +3,2%. A determinare i rincari sono soprattutto le tensioni sui beni energetici non regolamentati e sui comparti dei trasporti, dei servizi ricreativi e della ristorazione.
Il contesto nazionale e il posizionamento della regione
Secondo i dati Istat, a maggio 2026, l’inflazione in Italia si attesta a quota +3,2%, su base annua (da +2,7% di aprile). Mentre alcune regioni mantengono una dinamica più contenuta rispetto al dato nazionale, il Friuli Venezia Giulia si colloca nella fascia più alta della Penisola, in compagnia di realtà come Veneto, Lazio, Campania, Puglia e Calabria.
A livello nazionale, un parziale elemento di freno è rappresentato dalla decelerazione dei beni alimentari, che alleggerisce la pressione sul cosiddetto “carrello della spesa” portandolo dal +2,3% di aprile al +1,9% di maggio.
Il quadro di Udine: i dati per settore di spesa
L’analisi locale mostra la crescita più accentuata proprio nel comune di Udine, dove l’inflazione tendenziale ha raggiunto il +3,7% rispetto a maggio 2025, in aumento rispetto al +3,4% registrato nel mese di aprile. Su base mensile, rispetto ad aprile 2026, l’incremento congiunturale è dello 0,1%.
I dati definitivi per Udine mostrano l’impatto della crescita dei prezzi nei diversi comparti di spesa su base annua:
Casa ed energia: La voce legata ad abitazione, acqua, elettricità, gas e combustibili segna un incremento del +7,4% su base annua (ma in leggere diminuzione rispetto ad aprile)
Mobilità: I trasporti fanno registrare una crescita del +6,3%.
Servizi e tempo libero: Si riscontrano variazioni positive nei servizi di ristorazione e alloggio (+5,7%), seguiti dai servizi finanziari e assicurativi (+5,0%).
Spesa quotidiana: I prodotti alimentari e le bevande analcoliche si attestano su un aumento del +3,0% (meno 0,1% rispetto ad aprile).
In flessione: L’unico settore a far registrare un segno negativo è quello di informazione e comunicazione, che cala del 2,0% rispetto allo scorso anno.
Trieste sotto la media nazionale
Spostando lo sguardo sul capoluogo regionale, la stima definitiva del mese di maggio 2026 per il Comune di Trieste mostra una dinamica più contenuta rispetto a Udine e leggermente inferiore alla media italiana.
L’indice dei prezzi al consumo a Trieste ha registrato un incremento congiunturale dello 0,4% rispetto ad aprile 2026, mentre la variazione tendenziale si attesta al +3,1% rispetto a maggio 2025, mostrando comunque un lieve aumento rispetto al +2,8% che era stato rilevato ad aprile.
