Il 51% dei ragazzi chiede consigli personali all’AI, uno su tre la considera un’amica: i dati del Fvg

L’intelligenza artificiale non è più solo uno strumento tecnologico, ma una presenza stabile nella vita dei più giovani: in Friuli Venezia Giulia, secondo i dati raccolti da MEC tra i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, il 51% dei ragazzi utilizza l’IA anche per chiedere consigli personali, mentre uno su tre arriva a considerarla una sorta di amica digitale.

Un quadro che evidenzia un cambiamento profondo nel rapporto tra adolescenti e tecnologia, con un utilizzo che va oltre la dimensione scolastica e coinvolge anche la sfera personale dei giovani.

Tra studio, compiti e ricerca di informazioni

Dallo studio, emerge che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale è ormai diffuso in molte attività quotidiane legate alla scuola. L’88% degli studenti la impiega per cercare informazioni, mentre il 75% la utilizza per lo svolgimento dei compiti a casa.

Per molti ragazzi, però, l’IA non è solo un supporto allo studio. È anche uno strumento creativo e di sperimentazione: viene utilizzata per generare idee, ottenere suggerimenti di lettura, migliorare contenuti o simulare interrogazioni in vista delle verifiche.

Un rapporto sempre più “personale” con la tecnologia

I dati mostrano un elemento nuovo e significativo: l’intelligenza artificiale viene sempre più spesso percepita come un interlocutore a cui rivolgersi non solo per risposte tecniche, ma anche per consigli personali. Questo aspetto apre interrogativi sul ruolo che queste tecnologie stanno assumendo nelle relazioni quotidiane dei giovani e sulla capacità degli adulti di accompagnare questo cambiamento.

Il progetto “Homo Sapiens Digitalis”

I dati saranno al centro della seconda edizione di “Homo Sapiens Digitalis – Restare umani nell’era dell’Intelligenza Artificiale”, il ciclo di incontri promosso da MEC – Media Educazione Comunità e dal Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale dell’Università di Udine (DIUM).

L’iniziativa propone tre appuntamenti pubblici e gratuiti a Udine per approfondire l’impatto dell’IA su informazione, educazione, relazioni e ambiente.

“L’intelligenza artificiale sta già ridefinendo il lavoro, l’informazione e le relazioni di tutti, adulti e ragazzi” spiega Giacomo Trevisan, coordinatore MEC. “Di fronte a un cambiamento così rapido sono fondamentali il dialogo e l’approfondimento, per evitare sia entusiasmi acritici che letture catastrofiste“.

Il programma degli incontri a Udine

Il primo appuntamento è previsto per martedì 16 giugno alle 18 a Corte Morpurgo e sarà dedicato al tema delle verità artificiali e delle fake news. A fronte di un 88% di giovani che cerca risposte sugli algoritmi, l’incontro analizzerà il fenomeno dei contenuti sintetici e le conseguenze su giornalismo, democrazia e informazione.

Il secondo incontro, il 23 giugno, approfondirà il rapporto tra giovani, educazione e intelligenza artificiale, con focus su benessere e relazioni. Un focus mirato sull’impatto psicologico ed educativo, strettamente connesso alla tendenza dei ragazzi a considerare l’IA come un confidente o un amico.

Il terzo appuntamento, il 30 giugno, sarà invece dedicato all’impatto ambientale delle super intelligenze e ai consumi energetici delle tecnologie digitali. Un confronto dedicato al lato meno visibile ma più urgente dell’IA: i costi energetici planetari delle super intelligenze, gli effetti sull’ambiente e le strategie per uno sviluppo digitale pienamente responsabile.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione MEC e dall’Università degli Studi di Udine, in stretta sinergia con una fitta rete di realtà del territorio: la fondazione Patti Digitali, il Cevi (Centro di Volontariato Internazionale), Informatici Senza Frontiere APS, infoFactory, DITEDI, Ritorno all’Essere Umani, Fake News Festival ed eFrame.

L’evento è realizzato grazie ai fondi del progetto nazionale AiWay, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e grazie al sostegno del Comune di Udine, nell’ambito del Punto Digitale Facile, finanziato da Repubblica Digitale e dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale.

L’ingresso agli incontri è libero e gratuito.