Tra gli estimatori del generale Roberto Vannacci, di certo, non c’è Massimiliano Fedriga. Il governatore del Friuli Venezia Giulia prende le distanze dalle posizioni più controverse legate al mondo vannacciano e lancia un messaggio netto contro quelle che considera provocazioni e semplificazioni usate per raccogliere consenso.
Intervenendo a margine della Parificazione alla Corte dei Conti, Fedriga ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se i cosiddetti vannacciani rappresentino una “lama” all’interno del governo. “Ci sono tante lame dappertutto e bisogna cercare di ferirsi il meno possibile”, ha risposto il presidente del Fvg, utilizzando una metafora per descrivere le tensioni e gli equilibri politici.
Il governatore ha poi spostato il ragionamento sul tema della propaganda e delle promesse facili, criticando chi affronta questioni complesse con risposte immediate e definitive. “Bisogna dire la verità ai cittadini: basta propaganda basata sulle menzogne per guadagnare qualche seggio in più“.
Fedriga: “Non caschiamoci di nuovo”
Secondo Fedriga, il rischio è quello di affidarsi a soluzioni semplicistiche soprattutto su temi delicati come la sicurezza e l’immigrazione. “Ciascuno voti chi vuole ma non caschiamoci di nuovo”.
Il presidente della Regione ha quindi criticato chi sostiene di poter risolvere problemi complessi con un’unica risposta: “Quando sento dire che qualcuno, in un giorno, fa la remigrazione di tutti e risolve tutti i problemi della sicurezza, penso che si stia per l’ennesima volta prendendo in giro i cittadini – ha spiegato Fedriga – è una roba che ormai reputo insopportabile. Arriva sempre qualcuno di nuovo, che casualmente non ha mai governato e non ha mai dovuto dimostrare niente, che dice ‘se arrivo io, risolverò tutti i problemi legati alla sicurezza’. Ci siamo cascati tante volte come Paese”.
Per Fedriga, questo meccanismo rischia di produrre nuove delusioni senza offrire risposte concrete. Un sistema che “ci riporta al punto di partenza con la delusione degli elettori, ma soprattutto non dà risposte al Paese”.
“Servono risposte serie, non slogan”
Il governatore del Friuli Venezia Giulia ha quindi rivendicato la necessità di affrontare i problemi nella loro complessità, senza nascondere difficoltà e limiti dell’azione politica. Fedriga ha esortato a “ragionare sulle complessità, sulle difficoltà, sulle cose che si riescono a fare e anche su quelle che non si riescono a fare. Ma con serietà”.
Un passaggio che rappresenta il cuore della sua critica: secondo il presidente del Fvg, il consenso politico non può essere costruito sulla promessa di soluzioni immediate a problemi che richiedono interventi articolati.
“Non si può provocare su tutto”
Nel suo intervento Fedriga ha poi affrontato il tema delle dichiarazioni considerate provocatorie, citando alcuni episodi e prese di posizione che, a suo giudizio, superano il limite del confronto politico.
“Personalmente – ha aggiunto – chi inneggia con queste provocazioni continue” come “la X Mas“, chi scrive o dice “che da ragazzino perdeva l’equilibrio per toccare la pelle di una persona di colore, o chi dice che l’omosessuale è una persona non normale” fa “provocazioni che di fronte ai cittadini sono profondamente sbagliate. E per me non giustificabili, perché non si può provocare su tutto”.
Fedriga ha poi ribadito la propria posizione sulla famiglia tradizionale, sottolineando però la responsabilità delle parole pronunciate da chi ricopre ruoli pubblici.
“La dignità delle persone non può diventare terreno di consenso”
“Io ho sempre difeso la famiglia tradizionale – ha proseguito ancora Fedriga, ma un ragazzino o una ragazzina che ha 14 anni e sente dire in televisione da un uomo pubblico, importante, ‘tu non sei normale'” colpisce “quella persona e per guadagnare qualche voto, si mette in discussione la dignità della persona”.
Il presidente della Regione ha poi citato un altro esempio: “Dire a una persona di colore ‘voglio toccare come è fatta la tua pelle’ … ma si può pensare una roba del genere?“, ha concluso Fedriga, specificando che, per stare in maggioranza, “si condivide un programma, ma anche un’idea di civiltà che dobbiamo consegnare ai cittadini”.
La reazione dei vannacciani.
A stretto giro, è arrivata la replica di Maddalena Spagnolo, consigliera regionale di Futuro Nazionale ed ex Lega, che difende il generale Roberto Vannacci e contesta i toni usati dal presidente del Friuli Venezia Giulia.
“Spiace leggere gli attacchi che il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha sferrato, a freddo, nei confronti del generale Roberto Vannacci: auspico che i toni restino nel campo del rispetto e del confronto politico”, afferma Spagnolo.
La consigliera rivendica il diritto di esprimere posizioni politiche diverse, nel rispetto della legge: “Ogni cittadino ha il diritto di esprimere le proprie idee politiche e di proporre i programmi che ritiene e nel modo che ritiene, purché nella legalità, così come naturalmente fanno il generale Vannacci e Futuro Nazionale”.
Spagnolo respinge poi l’accusa di proporre soluzioni irrealistiche sul tema dei rimpatri: secondo l’esponente vannacciana, la remigrazione e il rafforzamento delle politiche di rimpatrio rappresentano invece una proposta politica concreta. “Tanti cittadini credono che con determinazione, buon senso e pragmatismo si possano dare le risposte che servono ai territori”.
Spagnolo richiama anche il quadro normativo sull’immigrazione, sostenendo che la legislazione italiana già preveda strumenti per distinguere tra ingressi regolari e irregolari, con espulsioni nei casi previsti dalla legge e tutele per le persone vulnerabili.
Nel finale la consigliera rivendica le proposte di Futuro Nazionale: più centri per i rimpatri, accordi con i Paesi di origine e applicazione delle nuove regole europee sui trasferimenti verso Paesi terzi sicuri. “Misure concrete e verificabili, non slogan da campagna elettorale – conclude Spagnolo -. Le critiche spesso sono facili, mentre le soluzioni un po’ meno: il tema dei rimpatri è complesso ma la complessità non può diventare una resa“.
