A Roma la musica racconta la storia e la rinascita del Friuli

L'orchestra e le ensemble che ieri si sono esibite a Roma (Foto Cozzarin)

La memoria del terremoto del 1976, la forza della ricostruzione e la capacità del Friuli di rialzarsi sono state raccontate attraverso la musica nel cuore di Roma. La Basilica di Santa Croce in Gerusalemme ha ospitato l’oratorio “Psalms Friuli 1976-2026”, arricchito dalla partecipazione straordinaria dell’attore Giancarlo Giannini, interprete delle letture tratte dai salmi.

L’appuntamento rientra nelle iniziative promosse dalla Regione Friuli Venezia Giulia per il cinquantesimo anniversario del sisma ed è stato riproposto nella Capitale durante la due giorni dedicata alla promozione della cultura regionale, in vista di Pordenone Capitale italiana della cultura 2027.

Anzil: “Dalla memoria nuovi insegnamenti per il futuro”

Alla serata ha partecipato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia Mario Anzil, che ha sottolineato il valore storico e simbolico dell’iniziativa.

“Dalla memoria possiamo trarre nuovi insegnamenti per il futuro. È questo il senso della nostra presenza a Roma: condividere una pagina dolorosa ma anche emblematica e di resilienza della storia del Friuli, capace ancora oggi di parlare alle nuove generazioni”, ha affermato.

Le prime esecuzioni dell’opera si erano tenute il 28 maggio nel Duomo di Venzone e il 30 maggio a Villa Manin di Passariano. A Roma, la voce di Giancarlo Giannini ha accompagnato i testi dei salmi, contribuendo a rendere ancora più intensa la rievocazione della tragedia e della successiva rinascita del territorio.

“Siamo venuti a Roma per raccontare la storia del Friuli attraverso le parole della musica: la storia di una terra che, dopo essere caduta, ha saputo rialzarsi grazie alla forza della propria comunità, alla solidarietà e all’amicizia”, ha aggiunto Anzil.

Il ricordo delle vittime e il modello della ricostruzione

Il vicegovernatore ha ricordato come il terremoto abbia devastato il Friuli, causando quasi mille vittime e distruggendo interi paesi, senza però riuscire a spezzare la determinazione della popolazione.

“Il Friuli seppe reagire in tempi rapidi seguendo il principio ‘prima le fabbriche, poi le case e infine le chiese’. Una ricostruzione resa possibile anche grazie agli aiuti arrivati dal resto d’Italia e dall’estero e divenuta una storia di solidarietà, collaborazione e amicizia”, ha spiegato Anzil.

Portare l’oratorio nella Capitale rappresenta, secondo il vicegovernatore, un modo per attribuire una dimensione nazionale a un anniversario profondamente legato all’identità del Friuli.

“Una storia raccontata in musica, attraverso il dono degli spartiti dimenticati per tanti anni e poi ritrovati e valorizzati, restituendo il significato profondo di quella tragedia. È anche questa una delle molte pagine che caratterizzano la vitalità della cultura friulana”, ha dichiarato. Anzil ha quindi richiamato il duplice riconoscimento ottenuto dal territorio con Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della cultura 2025 e con Pordenone Capitale italiana della cultura 2027.

Otto composizioni ispirate ai Salmi

L’oratorio è stato organizzato su impulso di Euritmica di Udine, in collaborazione con la Royal Academy of Music e il Conservatorio Jacopo Tomadini di Udine.

Il programma ha proposto otto composizioni ispirate ai Salmi del Vecchio Testamento, scritte dal musicista canadese Kenny Wheeler e successivamente elaborate e adattate dal maestro Glauco Venier, direttore artistico del progetto.

A dirigere l’ensemble vocale Odhecaton e l’Insiùm Ensemble è stato il maestro Valter Sivilotti, dando vita a un racconto musicale dedicato alla memoria, al dolore e alla rinascita del popolo friulano.