È stato Vincenzo Schettini, professore e divulgatore diventato popolarissimo sui social con “La fisica che ci piace”, il protagonista dell’incontro che oggi ha riempito stamattina l’aula Strassoldo del Polo economico dell’Università di Udine, coinvolgendo oltre 300 studenti delle scuole superiori cittadine Volta, Marinelli, Zanon, Percoto, Convitto Paolo Diacono, Stellini, D’Aronco e Uccellis.
Ad aprire la mattinata, condotta dalla giornalista Monica Bertarelli, i saluti istituzionali del presidente di PrimaCassa FVG Marco Gasparini, del direttore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini e del delegato del rettore dell’ateneo friulano, Andrea Cafarelli.
Schettini ha coinvolto i ragazzi in una lezione appassionante dedicata ai fenomeni sismici e, in particolare, al terremoto. Ma l’incontro è andato oltre la spiegazione scientifica: con un linguaggio diretto e coinvolgente ha invitato i giovani a coltivare curiosità, spirito critico e desiderio di costruire.
Due ore intense, seguite con grande attenzione e partecipazione, culminate in un lungo momento finale tra selfie, video e autografi, segno del forte legame creatosi con il pubblico.
L’iniziativa, promossa da PrimaCassa FVG insieme ai Giovani Soci e realizzata in collaborazione con il Messaggero Veneto, si inserisce nel percorso verso il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976: un’occasione per trasmettere alle nuove generazioni il valore della solidarietà e della ricostruzione che hanno segnato la rinascita del territorio.
Durante l’incontro, i Giovani Soci di PrimaCassa hanno presentato la mostra da loro ideata e allestita sul terremoto, mentre è stato proiettato anche un video realizzato dai ragazzi del Messaggero Veneto Scuola, ulteriore testimonianza di un racconto costruito dai giovani per i giovani.
“Coinvolgere i giovani è fondamentale – ha sottolineato il presidente Marco Gasparini – perché la memoria non resti qualcosa di distante, ma diventi consapevolezza viva. A cinquant’anni dal terremoto, vogliamo trasmettere non solo il ricordo di ciò che è accaduto, ma soprattutto i valori che hanno permesso al Friuli di rialzarsi: solidarietà, responsabilità e capacità di guardare avanti. Anche attraverso figure come Schettini, che parlano ai ragazzi con i linguaggi di oggi, possiamo costruire un legame autentico con il territorio”.
