Pneumatici fuori uso, in Friuli Venezia Giulia raccolto oltre un milione di chili

Nel 2025 in Friuli Venezia Giulia sono stati raccolti oltre un milione di chili di pneumatici fuori uso, con un risultato in forte crescita rispetto all’anno precedente. A certificarlo è il nuovo Rapporto Annuale EcoTyre 2026, online con tutti i dati riferiti all’attività svolta nel corso del 2025.

Secondo il report, nella regione EcoTyre ha effettuato 292 ritiri presso gommisti e officine meccaniche, raccogliendo complessivamente 1.009.500 chilogrammi di pneumatici fuori uso, con un incremento del 29% rispetto al 2024. Un dato che conferma il ruolo del Friuli Venezia Giulia all’interno del sistema nazionale di raccolta e recupero dei PFU, i pneumatici che hanno terminato il loro ciclo di vita e che devono essere avviati a corretto trattamento.

Superato il target di gestione

Il Friuli Venezia Giulia rientra nell’area geografica composta da Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto, dove EcoTyre ha complessivamente superato del 7,1% il target di gestione fissato dalla normativa. A questi numeri si aggiungono anche 3 ritiri effettuati presso autodemolitori convenzionati ACI, per un totale di 6.160 chili di PFU recuperati.

Nell’ambito del progetto PFU Zero, dedicato agli interventi sui pneumatici abbandonati nell’ambiente, dall’avvio dell’iniziativa è stato realizzato un intervento in Friuli Venezia Giulia. Un’attività che si inserisce in un percorso più ampio di contrasto all’abbandono dei rifiuti e di promozione dell’economia circolare.

Sul sito del Consorzio EcoTyre è inoltre possibile consultare in tempo reale i dati di raccolta mensile del Friuli Venezia Giulia e delle altre regioni italiane, attraverso tabelle e grafici aggiornati sull’andamento dei ritiri, sulla tipologia di pneumatici fuori uso raccolti e sui gommisti serviti.

Ambrogio: “Sistema capillare in tutta Italia”

Il presidente di EcoTyre, Enrico Ambrogio, ha sottolineato come il sistema di raccolta si sia dimostrato ancora una volta capillare, capace di coprire ogni angolo d’Italia e di garantire un servizio efficiente anche nelle aree più remote e ai piccoli operatori. Un modello, ha evidenziato, orientato a non lasciare indietro nessuno e a mantenere standard qualitativi elevati nella gestione dei pneumatici fuori uso su tutto il territorio nazionale.

Ambrogio ha inoltre ricordato il contributo dato da EcoTyre alla nuova filiera industriale della gomma riciclata, che consente di utilizzare importanti quantità di materiale recuperato al posto di materie prime vergini. La cosiddetta “Gomma Verde” può oggi essere impiegata in diverse applicazioni industriali, dai pneumatici alle guarnizioni, dai bitumi modificati alle guaine, fino ai tubi.

A livello nazionale raccolti oltre 53 milioni di chili

Il rapporto evidenzia risultati positivi anche su scala nazionale. Nel 2025 EcoTyre ha raccolto complessivamente 53.009.400 chili di pneumatici fuori uso, pari a circa 7 milioni di pezzi, attraverso 17.786 missioni di ritiro in tutte le regioni italiane.

Di questi, circa 51 milioni di chili provengono dalla rete nazionale del ricambio, composta da gommisti e officine; circa 2 milioni di chili dagli autodemolitori ACI; mentre circa 25mila pneumatici abbandonati nell’ambiente sono stati recuperati attraverso il progetto PFU Zero. Anche a livello nazionale, l’obiettivo annuale di legge è stato raggiunto e superato.

Il progetto “Da Gomma a Gomma”

Tra le iniziative più innovative del Consorzio c’è il progetto “Da Gomma a Gomma”, nato con l’obiettivo di completare il ciclo della circolarità della gomma. L’idea è rendere possibile l’impiego di gomma derivante direttamente dai pneumatici fuori uso nella produzione di nuovi pneumatici e di altri prodotti in gomma.

Il progetto ha portato allo sviluppo di Tecnogreen®, una gomma “verde” ottenuta attraverso la devulcanizzazione del granulato di PFU. Un materiale che può essere utilizzato dall’industria per realizzare pneumatici, tubi, guarnizioni, bitumi e altri prodotti, contribuendo alla riduzione dell’impiego di materie prime vergini e al rafforzamento dell’economia circolare.