Sono già sulla tavola dei friulani: ora quattro specialità cercano il riconoscimento ufficiale

Lo sclopit, gli urtiçons, l’orzo e fagioli e il caffè espresso secondo la tradizione di Trieste. Quattro specialità della cucina del Friuli Venezia Giulia sono pronte a entrare nell’elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali, i PAT, che raccoglie le eccellenze legate alla storia e alla cultura alimentare dei territori.

Le segnalazioni per nuove candidature devono essere presentate entro mercoledì 30 settembre. A occuparsi della revisione dell’elenco regionale è Agrifood Fvg, su incarico della Regione.

Quattro nuove candidature

I primi dossier sono già in preparazione e riguardano quattro prodotti e preparazioni profondamente legati alla tradizione locale. Ci sono due piante selvatiche molto utilizzate nella cucina friulana, lo sclopit, ovvero la silene, e gli urtiçons, i germogli di luppolo. A questi si aggiunge un piatto della tradizione come orzo e fagioli e il caffè espresso secondo la tradizione triestina, che presenta caratteristiche considerate peculiari.

“In accordo con l’assessore regionale Stefano Zannier, daremo priorità all’inserimento di prodotti che per un motivo o per l’altro non sono mai stati registrati”, spiega il presidente di Agrifood Fvg Pier Giorgio Sturlese. L’obiettivo è depositare i primi dossier agli Uffici regionali nei prossimi giorni. Seguirà l’istruttoria per la valutazione e la successiva trasmissione a Roma, con l’auspicio di completare l’iter entro la fine dell’anno.

Cosa serve per diventare PAT

Per ottenere il riconoscimento come Prodotto agroalimentare tradizionale non basta che una specialità sia tipica del territorio. Le metodiche di lavorazione, conservazione o stagionatura devono essere consolidate e praticate secondo regole tradizionali per almeno 25 anni.

In pratica, possono entrare nel registro le produzioni legate a una consuetudine locale già radicata prima del 1998. Sono inoltre previsti requisiti legati alla provenienza geografica, alla continuità della produzione e alla reputazione del prodotto.

L’elenco comprende diverse categorie, dai formaggi alle carni, dai vegetali ai prodotti da forno, fino ai pesci, ai preparati gastronomici e alle bevande e ai distillati. I prodotti non devono inoltre sovrapporsi a quelli già tutelati dai marchi europei Dop o Igp.

In Fvg sono già 184

Oggi il Friuli Venezia Giulia conta 184 Prodotti agroalimentari tradizionali riconosciuti dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste.

Il primo elenco ufficiale, nell’agosto del 2000, comprendeva 76 specialità regionali. Da allora il numero è cresciuto attraverso gli aggiornamenti annuali, anche se l’ultimo incremento è stato legato soprattutto all’ingresso di Sappada in Friuli Venezia Giulia, che ha portato con sé tre ulteriori tipicità.

Secondo Agrifood Fvg, però, l’elenco necessita oggi di una revisione: alcuni prodotti presenti non sono più commercializzati oppure sono rimasti confinati a produzioni hobbistiche, mentre altre specialità storiche e ancora presenti sulle tavole regionali non sono mai state inserite.

Per questo l’invito alle nuove segnalazioni è rivolto a enti pubblici, associazioni di categoria, Pro Loco e aziende che hanno aderito al marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”. Il termine per presentare le proposte è il 30 settembre.

L’aggiornamento dell’elenco dovrebbe poi diventare un lavoro annuale, con una verifica costante delle specialità da valorizzare. “Con il coinvolgimento di quanti sul territorio in questi lustri hanno operato quali custodi del gusto e della tradizione enogastronomica vera, si possa sviluppare una sinergia vincente capace di valorizzare a 360 gradi le nostre eccellenze”, conclude Sturlese.