Il Friuli Venezia Giulia si conferma tra le regioni più performanti d’Italia sul fronte della sanità, con un indice del 54%, che lo colloca al quarto posto nazionale nella classifica del XIV Report sulle Performance Regionali del Sistema sanitario italiano realizzato dal C.R.E.A. Sanità.
Davanti al FVG si posizionano soltanto il Veneto (64%), la Provincia Autonoma di Trento (62%) e la Toscana (56%). Subito dietro, il gruppo di regioni con performance molto vicine comprende le Marche (52%), la Provincia Autonoma di Bolzano (51%) e l’Emilia-Romagna (48%).
Il report evidenzia come il sistema sanitario italiano stia migliorando nel complesso: l’indice medio nazionale passa dal 43,4% del 2019 al 46,1% del 2025. Il Fvg si conferma nella fascia alta, in un contesto in cui il Veneto mantiene il primato assoluto e la Calabria chiude la classifica con il 36%. Eppure, la percezione dei cittadini friulani racconta un’altra storia.
La percezione dei cittadini: FVG sotto la media
Se la performance tecnica colloca la regione ai vertici, il quadro cambia sul fronte della percezione dei cittadini. Solo il 16,8% dei cittadini del Friuli Venezia Giulia dichiara di percepire un miglioramento dei servizi sanitari.
Il FVG si colloca così all’11° posto nazionale (su 15) nella graduatoria della percezione, lontano da Abruzzo e Molise (25,9%), Lombardia (22,9%) e Veneto (22,7%). Il dato conferma la distanza tra risultati oggettivi e percezione sociale dei servizi sanitari.
L’analisi sulla qualità della sanità del Fvg.
L’analisi è stata fatta sulla base di sei dimensioni: appropriatezza, equità e sociale (che contribuiscono ad oltre il 60% del punteggio), cui si aggiungono esiti, dimensione economico-finanziaria e innovazione. Ogni dimensione è poi suddivisa in tre indicatori ulteriori.
Per quanto riguarda gli esiti, tutti gli indicatori (in cui rientrano mortalità evitabile, la speranza di vita senza limitazioni funzionali per gli over 65, l’indice di salute mentale e il tasso di popolazione con corretti stili di vita) sono superiori alla media nazionale.
Sul tema dell’appropriatezza, invece, il dato sotto media è quello relativo alla quota di interventi per cancro della mammella, della prostata e del polmone effettuati in strutture con casistiche congrue con i livelli minimi previsti da legge. Bene invece il tasso di ospedalizzazione evitabile per patologie croniche, tasso di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata e tasso di screening cervicale, mammografico e colorettale.
Sul fronte dell’equità, l’unico “rosso” (inferiore alle media nazionale) è relativo alla quota di prestazioni con priorità B eseguite nei tempi previsti; risultati superiori alla media invece per la quota di mobilità passiva effettiva per DRG a bassa o media complessità e per la quota di persone che rinunciano a prestazioni sanitarie.
Per la dimensione sociale, buoni voti per il tasso di over 67 non autosufficienti in trattamento socio sanitario mentre la valutazione è sotto la media per il tasso di persone disabili e/o anziani, che ricevono assistenza domiciliare integrata con servizi sanitari.
Infine, l’innovazione (bene case di comunità con servizi attivi e la quota di interventi con tecniche mini-invasive; rosso per tasso di utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico) e l’aspetto economico finanziario, in cui l’unico punteggio sotto media è quello relativo alla spesa sanitaria pubblica pro capite standardizzata.
Fedriga: “Percorso solido nonostante la pandemia”
Il presidente della Regione Massimiliano Fedriga sottolinea la continuità del percorso di crescita del sistema sanitario regionale. “In otto anni di costante impegno, con una pandemia di mezzo che è stata una sorta di buco nero nella traccia dello sviluppo, abbiamo portato il Servizio sanitario regionale di nuovo ai vertici della sanità nazionale“, ha dichiarato.
Fedriga evidenzia anche la natura strutturale del miglioramento: “Ci inseriamo con continuità in una traccia che, nel corso delle nostre due legislature, ci ha portato tra le migliori regioni italiane”. E aggiunge un elemento centrale sul tema percezione: “Ciò su cui dobbiamo concentrarci ora è lavorare sulla percezione del miglioramento da parte della popolazione e degli stakeholder”.
Riccardi: “Sistema complesso, serve più comunicazione”
Per descrivere i livelli di performance il rapporto Crea adotta un sistema per il quale “1” è la migliore performance in assoluto e, ovviamente “0” quella peggiore. “Nel 2017 abbiamo raccolto un Ssr che raggiungeva lo 0,35 di indice. Nel 2022, nonostante una pandemia appena conclusa, avevamo portato questo dato allo 0,50. Oggi abbiamo raggiunto un indice di performance generale dello 0,55″ ha rilevato l’assessore regionale alla Sanità, Riccardo Riccardi.
“Muovere una macchina complessa come quella della sanità non è cosa semplice”, ha affermato, ricordando che il sistema coinvolge circa 21mila addetti e l’intera popolazione regionale. Riccardi sottolinea il percorso di riorganizzazione in atto: “Abbiamo avviato un percorso virtuoso i cui risultati continuano a esserci riconosciuti dalle principali valutazioni nazionali“.
E ribadisce il nodo della percezione pubblica: “Non va tutto bene e ci guardiamo bene dal dirlo. La sanità è sempre un cantiere aperto. Dobbiamo lavorare molto sulla comunicazione verso il cittadino per farlo partecipe delle sue evoluzioni”.
