Sanità FVG, in un mese 30mila chiamate al 116117: “Riduce il disorientamento dei cittadini”

L'assessore Riccardi visita la cedntrale 116117 a Trieste

A un mese dall’estensione del numero unico 116117 all’intero territorio regionale, i primi dati operativi sembrano confermare l’efficacia del nuovo sistema di assistenza sanitaria territoriale. Il servizio europeo dedicato alle cure mediche non urgenti, entrato nella piena operatività dopo la fase sperimentale, ha registrato volumi significativi e una risposta costante ai cittadini.

A sottolinearlo è stato oggi l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che ha commentato i risultati emersi dal primo mese di attività su scala regionale. “A un mese dall’estensione del numero unico 116117 a tutto il Fvg, i numeri confermano la validità di una scelta strategica che sta cominciando ad eliminare quel ‘disorientamento’ che spesso fa vivere il cittadino con incertezza prima di trovare la soluzione più appropriata per rispondere al proprio bisogno”, ha dichiarato Riccardi.

Oltre 30mila chiamate in un mese e mille contatti al giorno

Nel periodo compreso tra il 13 aprile e il 12 maggio, successivo alla conclusione della fase sperimentale, la centrale operativa ha gestito 30.844 chiamate. Il dato evidenzia una media stabile di circa mille contatti giornalieri, a conferma di un utilizzo diffuso del servizio da parte della popolazione.

Secondo quanto emerso dal report, il sistema ha mostrato una buona capacità di risposta: l’86% delle chiamate riceve infatti un riscontro immediato già al primo contatto, mentre il tempo medio di attesa si attesta attorno ai 90 secondi.

Riccardi ha evidenziato il valore organizzativo dello strumento nel percorso di accesso ai servizi sanitari. “Questi strumenti ci consentono di selezionare i bisogni reali di continuità assistenziale rispetto alle urgenze, recuperando quote significative di appropriatezza e riducendo gli accessi impropri nei Pronto soccorso”.

Udine prima provincia per utilizzo del servizio

L’analisi territoriale delle chiamate mostra come la provincia di Udine rappresenti il principale bacino di utenza, raccogliendo il 34% dei contatti complessivi. Seguono Pordenone con il 21% e Trieste con il 20%.

La maggior parte delle richieste ha riguardato il servizio di Continuità assistenziale, l’ex Guardia Medica, mentre i casi riconducibili a situazioni di emergenza e trasferiti alla Sores sono stati soltanto 219 su oltre 60mila contatti complessivi registrati dall’avvio del sistema a gennaio. Un dato che evidenzia la funzione di filtro svolta dal numero unico.

L’operatore laico e il nuovo modello organizzativo

Tra gli aspetti innovativi evidenziati dall’assessore emerge l’introduzione della figura dell’operatore laico nella gestione del primo contatto con il cittadino. Una soluzione adottata anche per fronteggiare la ridotta disponibilità di personale infermieristico.

“Davanti alla limitata disponibilità di personale infermieristico, l’operatore laico preparato – affiancato all’infermiere – si sta dimostrando un alleato eccellente, garantendo che ogni chiamata si chiuda sempre con una risposta o un’indicazione per l’utente, senza mai ‘scaricare’ il cittadino”, ha spiegato Riccardi.

Il futuro della sanità territoriale

Per la Regione, il numero 116117 rappresenta uno degli strumenti centrali nel percorso di riorganizzazione della sanità territoriale. “Il 116117 è uno dei pilastri della nuova assistenza territoriale che stiamo costruendo insieme alla sanità territoriale e dovrà essere sempre più alleato con la medicina generale”, ha concluso Riccardi. “L’obiettivo futuro è ora la concentrazione istituzionale di questa tipologia di servizi in un unico punto di governo regionale, per consolidare questi strumenti utili a garantire risposte contribuendo a ridurre le tensioni nel sistema di salute”.