I Benandanti, figure affascinanti della tradizione friulana, diventano protagonisti di un nuovo gioco di ruolo da tavolo interamente in friulano. Si chiama Noctes Temporæ (Notti di Tempora – Il gioco di ruolo sui Benandanti) il progetto realizzato da F.Lu.S. Foro Ludico Spilimberghese APS, grazie al contributo di ARLeF, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e al sostegno di Banca 360 FVG.
L’iniziativa nasce per celebrare il ventennale dell’associazione e punta a unire gioco, cultura e valorizzazione della lingua friulana, trasformando il linguaggio ludico in uno strumento per avvicinare soprattutto le nuove generazioni alle proprie radici.
Il gioco è stato presentato all’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, da Simone Pasquin, vicepresidente di F.Lu.S. e autore del regolamento del gioco, e da Franco Sarcinelli, coordinatore del progetto, insieme al presidente dell’ARLeF Eros Cisilino e al direttore dell’Agenzia William Cisilino.
I Benandanti e il Friuli tra Venezia, Asburgo e Riforma protestante
Noctes Temporæ porta i giocatori nel Friuli rinascimentale, una terra di confine attraversata da popoli, lingue e credenze differenti. Dopo secoli di dominio spirituale e temporale del Patriarcato di Aquileia, il territorio si trova sotto l’influenza della Repubblica di Venezia, ma resta esposto alle pressioni dell’Impero Asburgico e ai cambiamenti portati dalla Riforma protestante.
I protagonisti sono i Benandanti e coloro che li affiancano nella lotta contro forze oscure. Attraverso le loro scelte, i giocatori possono costruire racconti di fantasia ispirati a un passato storico e leggendario.
Come funziona Noctes Temporæ
Il gioco, illustrato da Francesco Bisaro, con i contenuti storici curati da Paolo Paron, le traduzioni in friulano di Claudio Romanzin e la consulenza linguistica dell’ARLeF, è pensato per piccoli gruppi da 3 a 5 giocatori, dai 14 anni in su. Ogni partecipante interpreta uno dei protagonisti della storia e contribuisce, attraverso le proprie decisioni, alla costruzione della narrazione.
Le avventure si sviluppano attraverso una sequenza di scene che raccontano le imprese dei personaggi impegnati ad affrontare la minaccia dell’antagonista. Una storia può essere giocata in un’unica serata, della durata di circa 3-4 ore, oppure suddivisa in più incontri brevi chiamati sessioni. Ogni racconto è indipendente, ma i giocatori possono scegliere di continuare il viaggio con gli stessi personaggi, facendone evolvere il carattere, la storia personale e gli effetti delle esperienze vissute nelle avventure precedenti.
Noctes Temporæ è già disponibile e proseguirà il suo percorso di divulgazione attraverso biblioteche, ludoteche e incontri pubblici organizzati nei prossimi mesi. Un progetto che prova a portare il friulano fuori dai contesti tradizionali, affidandolo a uno strumento capace di unire generazioni diverse: il gioco.
Roberti: “Un modo innovativo per diffondere cultura e identità friulana”
Durante la presentazione è stato sottolineato il valore culturale dell’iniziativa e la sua capacità di raggiungere un pubblico nuovo attraverso uno strumento originale.
“Con questa iniziativa troviamo una nuova opportunità per diffondere la cultura e l’identità friulana e promuovere il friulano. In questo caso lo facciamo in un modo assolutamente innovativo, mai testato prima, con un gioco di ruolo. Sicuramente andremo a coinvolgere dei target che fino adesso, con ARLeF, non avevamo mai raggiunto. Ancora una volta complimenti all’Agenzia”, ha dichiarato l’assessore Roberti.
Cisilino: “Giocare in friulano significa usare la lingua”
Per il presidente dell’ARLeF Eros Cisilino, il gioco rappresenta una nuova occasione per mantenere viva la lingua friulana attraverso un’esperienza condivisa. “Giocare in friulano significa usare la lingua, trasmetterla e farla crescere, perché una lingua viva si parla, si ascolta e si condivide, soprattutto nel quotidiano. Il gioco è senz’altro fra le esperienze che meglio riescono a unire generazioni diverse, stimolare la creatività e creare occasioni di incontro. Con Noctes Temporæ tutto questo avviene in friulano, che diventa il vero protagonista dell’esperienza”.
Cisilino ha poi ringraziato l’associazione F.Lu.S. Foro Ludico Spilimberghese per il lavoro svolto: “Grazie a un lungo lavoro condiviso, ha dato vita a un progetto che porterà nelle case dei friulani non solo la loro lingua, ma anche un prezioso patrimonio di storia, tradizioni e credenze popolari”.
Un gioco ambientato nel Friuli rinascimentale
Alla base di Noctes Temporæ c’è la volontà di raccontare, attraverso il gioco, la storia del Friuli e permettere ai partecipanti di immergersi in un contesto storico fatto di conflitti, credenze e incontri tra culture diverse.
“La sfida più affascinante di Noctes Temporæ è far rivivere, attraverso il gioco, vicende realmente accadute in Friuli, permettendo ai giocatori di immergersi in quella realtà storica“, ha spiegato Pierangelo Spagnolo, presidente di F.Lu.S. Foro Ludico Spilimberghese APS.
“In questi vent’anni abbiamo collaborato con molti enti e associazioni per creare esperienze ludiche sul territorio; questa volta, invece, abbiamo voluto raccontare noi stessi, realizzando un gioco che rappresentasse la nostra essenza. Si tratta di un lavoro corale, nato dal contributo di tutta l’associazione e di realtà simili alla nostra, presenti sul territorio”.
