Tensione al report sul clima, botta e risposta tra l’assessore e il glaciologo del CNR

L'assessore Scoccimarro alla presentazione di "Segnali dal clima in Fvg" e "Terra rara"

Scontro tra politica e scienza sul clima, oggi, ala presentazione del report “Segnali dal clima, coste e lagune in mutamento”, organizzata in collaborazione con Arpa Friuli Venezia Giulia. Al centro della tensione l’intervento dell’assessore regionale all’Ambiente Fabio Scoccimarro e la successiva replica dello scienziato del CNR, glaciologo e docente di Regional Climate Change dell’Università di Trieste Renato Colucci.

Il confronto si accende.

Nel suo intervento introduttivo, l’assessore Scoccimarro ha criticato quella che ha definito “l’ideologia ecologista del no” e ha inquadrato il riscaldamento globale all’interno di cicli storici planetari, precisando di non negare la componente legata all’impatto antropico.

Una posizione da cui Colucci, nel suo intervento, ha preso le distanze, richiamando i dati e la letteratura scientifica internazionale e contestando alcune delle affermazioni espresse in sala dall’assessore, con un botta e risposta quando Scoccimarro ha interrotto lo scienziato.

Le reazioni politiche

Le dichiarazioni e il confronto in conferenza hanno subito acceso il dibattito politico regionale con le opposizioni che hanno parlato di “negazionismo climatico” da parte dell’esponente della Giunta. Il segretario del Pd di Udine Luca Braidotti ha parlato di un approccio distante dalle evidenze scientifiche, definendo grave il messaggio emerso dall’incontro.

Critiche anche dal consigliere regionale del Pd Nicola Conficoni, che ha sottolineato i ritardi nell’attuazione delle politiche climatiche regionali e la distanza tra dati scientifici e decisioni politiche. Ulteriori reazioni sono arrivate anche dal Patto per l’Autonomia, con Giulia Massolino e Massimo Moretuzzo che hanno accusato la Giunta di sottovalutare la portata della crisi climatica e di non aver ancora completato il piano regionale di adattamento.

Il report sul clima e i dati regionali

Nel corso della conferenza sono stati presentati anche il report annuale “Segnali dal clima in Fvg 2026” e la rivista “Terra rara”, elaborati da Arpa Fvg insieme agli enti del “Gruppo clima Fvg”.

I dati confermano che il 2025 è stato il terzo anno più caldo degli ultimi 125 anni in Friuli Venezia Giulia, con precipitazioni nella media ma distribuite in modo irregolare e con eventi estremi localizzati. Particolare attenzione è stata dedicata alle coste e alle lagune, dove si registra un aumento del livello del mare e valori termici tra i più alti mai registrati nel golfo di Trieste.

Le strategie regionali sul clima

“Di fronte a queste sfide la nostra risposta non è l’allarmismo che paralizza, bensì l’analisi per prevenire e agire – ha puntualizzato l’assessore -. Guardiamo alle soluzioni basate sulla natura per la difesa delle coste, (su tutti il progetto per il litorale di Barcola e quello per il ripristino delle dune
costiere a Grado e Lignano), e studiamo gli scenari futuri di allagamento per contesti delicatissimi come Grado e Aquileia, per farci trovare pronti”.

Il rappresentante dell’Esecutivo regionale ha infine ribadito come la tutela dell’ambiente, del nostro mare e delle nostre lagune debba procedere sempre di pari passo con lo sviluppo sostenibile. “Non possiamo sposare un’ecologia ideologica del ‘no’ a prescindere, che frena l’economia e penalizza i cittadini. Al contrario, vogliamo promuovere una crescita turistica e produttiva che faccia della salvaguardia del capitale naturale il suo più grande valore aggiunto. Solo proteggendo la nostra terra possiamo continuare a farla crescere“, ha concluso Scoccimarro.