Arriva al cinema il documentario su Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa

Il doumentario su Giulio Regeni in anteprima a Fiumicello Villa Vicentina.

A dieci anni dalla tragica scomparsa di Giulio Regeni, arriva nelle sale cinematografiche italiane “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, un documentario diretto da Simone Manetti che si propone come un potente strumento di memoria, denuncia e ricerca della verità. Il film sarà proiettato in tutta Italia il 2, 3 e 4 febbraio, mentre l’anteprima nazionale è prevista per il 25 gennaio a Fiumicello Villa Vicentina, proprio nel giorno in cui, nel 2016, il giovane ricercatore friulano scompariva al Cairo.

Il documentario, scritto insieme a Emanuele Cava e Matteo Billi, è prodotto da Ganesh Produzioni e Fandango, con il sostegno di Agnese Ricchi, Mario Mazzarotto, Domenico Procacci e Laura Paolucci. Al centro della narrazione, la ricostruzione meticolosa delle tappe del sequestro, delle torture e dell’uccisione di Giulio Regeni, avvenuta tra il 25 gennaio e il 3 febbraio 2016 in Egitto.

Attraverso le testimonianze dirette della famiglia Regeni e dell’avvocata Alessandra Ballerini, da sempre in prima linea nella battaglia per la verità, il film documenta il lungo e travagliato iter giudiziario che ha portato, nel 2023, al rinvio a giudizio di quattro agenti della National Security egiziana. Manetti ha seguito da vicino il processo, iniziato nel marzo 2024, filmando le udienze e accompagnando in aula i genitori di Giulio e la loro legale, in un racconto che unisce emozione, rigore giornalistico e tensione civile.

Secondo quanto dichiarato dai familiari del ricercatore, la speranza è che la diffusione del documentario possa aiutare il pubblico a comprendere la lunga battaglia intrapresa per ottenere giustizia e verità. La famiglia ha espresso il desiderio che emerga non solo la brutalità di quanto subito da Giulio, ma anche gli ideali che lo hanno guidato e che continuano ad animare il loro impegno. Hanno inoltre auspicato che la consapevolezza del “male del mondo” che si è abbattuto sul loro figlio possa rendere più difficile la reiterazione di simili crimini, che purtroppo – hanno sottolineato – continuano ad accadere nel silenzio o nell’impunità.