È iniziato questa mattina lo sciopero davanti allo stabilimento Electrolux di Porcia, in provincia di Pordenone, dove dalle 9 è in corso un’assemblea pubblica promossa da Fim, Fiom e Uilm insieme alle Rsu aziendali. Davanti ai cancelli di via Brentella si sono radunati centinaia di lavoratori, nel pieno della mobilitazione legata alla crisi del gruppo Electrolux e alle preoccupazioni sul piano di riorganizzazione industriale che prevede 1700 esuberi.
Un presidio con 51 sindaci e la Chiesa diocesana
Alla manifestazione hanno partecipato anche 51 sindaci del territorio pordenonese. Tra i lavoratori, anche il vescovo dell’Arcidiocesi di Concordia-Pordenone, monsignor Giuseppe Pellegrini, che ha portato la vicinanza della comunità ecclesiale ai lavoratori in sciopero. Nel suo intervento è emerso un messaggio chiaro: la difesa del lavoro come difesa della dignità delle persone e della comunità.
La Diocesi ha inoltre ribadito il proprio sostegno attraverso la Pastorale sociale, invitando le parrocchie a ricordare nelle celebrazioni domenicali le famiglie coinvolte dalla crisi. “La comunità cristiana è con voi”.
La crisi del gruppo e le preoccupazioni su Porcia
La mobilitazione si inserisce nel quadro della crisi del gruppo Electrolux e del piano di riorganizzazione che prevede migliaia di esuberi in Italia. Particolare attenzione è rivolta allo stabilimento di Porcia, storico polo di ricerca, sviluppo e produzione.
Fim, Fiom e Uilm temono uno svuotamento progressivo delle attività e chiedono garanzie sul futuro industriale del sito e un confronto urgente con l’azienda e le istituzioni per chiarire il futuro occupazionale e produttivo dello stabilimento.
La protesta proseguirà nei prossimi giorni, in vista dei tavoli istituzionali e delle iniziative sindacali a livello nazionale. La vertenza Electrolux entrerà nel vivo il 25 maggio, quando è previsto il tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, appuntamento considerato decisivo dai sindacati per affrontare il piano di riorganizzazione del gruppo e le ricadute occupazionali nei diversi stabilimenti italiani.
La Regione: “Ritirare il piano e aprire un confronto vero”
“Riteniamo indispensabile il ritiro del piano di riorganizzazione presentato da Electrolux e la definizione di un percorso condiviso con sindacati, istituzioni e parti sociali. Solo attraverso un confronto reale e costruttivo sarà possibile individuare soluzioni sostenibili per il futuro industriale e tutelare i livelli occupazionali”.
È la posizione espressa dagli assessori regionali alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, e al Lavoro, Alessia Rosolen, ieri al termine della riunione in videoconferenza con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dedicata alla situazione del gruppo Electrolux in Italia.
Gli assessori hanno ribadito “la forte preoccupazione della Regione per gli effetti del piano annunciato dall’azienda”, che prevede una riduzione della presenza produttiva e dei livelli occupazionali negli stabilimenti italiani. “Una prospettiva che rischia di produrre pesanti conseguenze sociali e industriali e che richiede una risposta compatta da parte di Governo, Regioni e parti sociali”.
La Regione ha infine confermato la disponibilità a sostenere investimenti e percorsi di rilancio produttivo insieme al Governo, ma “la condizione essenziale è che l’azienda ritiri l’attuale piano e avvii un confronto approfondito con le rappresentanze dei lavoratori e con i territori”.
