È disponibile sul sito dell’ARLeF, sezione “Materiali”, “Furlan Contât” la pubblicazione che raccoglie i risultati dell’indagine sociolinguistica “Tire fûr la lenghe” volta a comprendere e analizzare l’utilizzo della lingua friulana e delle altre lingue parlate in Friuli. L’indagine era stata condotta nel 2023 da IRES FVG in collaborazione con FEF (Forskningscentrum för Europeisk Flerspråkighet) e un comitato scientifico composto da linguisti delle università di Bolzano, Milano, Pavia, Trento e Vigo (Galizia). Dopo la diffusione di una selezione di dati emersi nella prima fase di elaborazione e analisi da parte dei ricercatori, il volume ora pubblicato a cura di IRES FVG in collaborazione con l’Agenzia, rende accessibili alla comunità scientifica, istituzioni e cittadini un quadro analitico approfondito degli esiti della ricerca svolta.
L’indagine è stata sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e realizzata con il contributo dell’ARLeF nell’ambito del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025.
Lo studio si è basato su oltre 4.300 interviste raccolte in 178 Comuni del Friuli-V.G. e del Veneto orientale attraverso un questionario di circa cento domande, prevalentemente a struttura chiusa. Fondamentale anche il coinvolgimento di 74 istituti comprensivi che, grazie al supporto degli insegnanti, hanno contribuito alla diffusione dell’indagine nelle famiglie, garantendo così una rappresentazione ampia e trasversale della popolazione per età e genere.
Nel volume vengono illustrati l’approccio metodologico adottato dai ricercatori e i risultati della grande mole di dati analizzati, con l’ausilio di tavole cartografiche e tabelle, suddivisi secondo i capitoli: Famiglia, Comunità, Competenze, Media, Ideologia e Identità. La pubblicazione propone, inoltre, un confronto con le precedenti indagini sociolinguistiche, un’analisi SWOT sullo stato della lingua friulana e una serie di spunti e proposte per le future politiche linguistiche.
«La pubblicazione “Furlan Contât” – sottolinea l’assessore regionale Pierpaolo Roberti – offre un contributo fondamentale alle azioni di politica linguistica: la disponibilità di evidenze aggiornate sulle modalità d’uso e le dinamiche sociali del friulano, basate su un campione numericamente rilevante, rappresenta un elemento strategico per comprendere come evolve l’uso della lingua, quali siano le percezioni della popolazione e quali prospettive si aprano per il suo futuro. Questa pubblicazione rappresenta per la Regione una base concreta per pianificare con ulteriore consapevolezza una politica linguistica per il friulano sempre più efficace, consolidando così il proprio impegno a rafforzarne l’uso e la diffusione.»
«I dati raccolti in questa pubblicazione – dichiara il presidente ARLEF, Eros Cisilino – costituiscono uno strumento prezioso per comprendere in maniera approfondita lo stato di salute della lingua friulana e le dinamiche sociali, identitarie e culturali che la riguardano. È un lavoro che si inserisce nel percorso di attenzione e responsabilità condivisa fra istituzioni e mondo della ricerca, che ARLeF promuove con convinzione. Soltanto attraverso un monitoraggio rigoroso e continuativo, infatti, è possibile programmare strategie e interventi efficaci, adeguati alle esigenze del territorio e della sua comunità linguistica.»
«Il volume – sottolinea Vittorio Dell’Aquila, membro del comitato scientifico che ha lavorato alla ricerca IRES FVG – offre un quadro aggiornato e articolato degli usi del friulano, delle competenze dichiarate, delle pratiche linguistiche quotidiane e delle percezioni della lingua da parte dei parlanti. La pubblicazione documenta il ruolo della lingua in famiglia, nelle relazioni sociali, nella scuola, nel lavoro, negli uffici pubblici, nei media e nei contesti digitali. I dati sono stati selezionati in modo da garantire validità statistica non solo per sesso e classe d’età, ma anche per piccole unità territoriali, costituite da più Comuni individuati a priori come omogenei dal punto di vista demo-linguistico.»
La pubblicazione “Furlan Contât” sarà a breve omaggiata in formato cartaceo alle biblioteche del Friuli e agli addetti ai lavori.
I dati principali della ricerca in sintesi
Oltre 444 mila parlanti attivi
La ricerca conferma la vitalità della lingua friulana: sono circa 444.000 le persone che la parlano attivamente, oltre la metà della popolazione dei territori coinvolti. Il numero sale a circa 700.000 considerando anche chi la comprende.
Una lingua ancora presente nelle famiglie
Il friulano mantiene un ruolo importante nella trasmissione familiare: il 51% degli intervistati indica il friulano come lingua parlata dai genitori, mentre il 44% lo utilizza con madre e padre.
Plurilinguismo percepito come valore
Il 79% degli intervistati ritiene che crescere in un contesto plurilingue rappresenti un vantaggio e non un ostacolo per l’apprendimento scolastico.
Cresce la richiesta di friulano a scuola
Quasi il 70% del campione si dichiara favorevole a una maggiore presenza della lingua friulana nelle scuole; il consenso rimane alto anche nel Veneto orientale (59%).
Forte identità culturale
Il senso di appartenenza friulana emerge con forza: il 52% degli intervistati si sente “molto” friulano, percentuale che raggiunge il 75% includendo chi si definisce “abbastanza” friulano.
Più sostegno alle politiche linguistiche
Il 77% del campione è favorevole all’utilizzo di risorse pubbliche per sostenere la lingua friulana. La cifra ritenuta adeguata dagli intervistati è pari a 22 euro pro capite annui.
Friulano sempre più presente nel digitale
La lingua trova spazio soprattutto nella comunicazione online e nelle app di messaggistica: una persona su quattro utilizza il friulano nei messaggi vocali.
Cresce il riconoscimento del friulano nella pubblica amministrazione
Sebbene l’utilizzo del friulano negli uffici pubblici sia ancora limitato, il 42% degli intervistati vorrebbe vedere la lingua maggiormente presente anche nei rapporti con la pubblica amministrazione locale, segnale di una crescente legittimazione del friulano nei contesti istituzionali e formali.
