Electrolux annuncia 1700 esuberi, sciopero negli stabilimenti. La Regione: “Urgente un tavolo al Mimit”

Electrolux ha annunciato circa 1.700 esuberi in Italia su un totale di circa 4.000 addetti, in un piano di riorganizzazione che, secondo quanto riferito dalle fonti sindacali, non risparmierebbe licenziamenti in nessuno stabilimento del Paese, quindi nemmeno a Porcia. La reazione è immediata: sciopero di otto ore e stato di agitazione in tutte le sedi.

La comunicazione è arrivata nel corso di una riunione di coordinamento nazionale convocata a Venezia. Tra le misure previste dal colosso svedese figura anche la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, nelle Marche, dove lavorano circa 170 dipendenti.

Il piano di riorganizzazione industriale.

Electrolux, in una nota ufficiale, ha spiegato che il programma “si inserisce in un più ampio piano globale del Gruppo, finalizzato a migliorare l’efficienza operativa complessiva e a ottimizzare in modo mirato la capacità industriale su scala globale”. E ha sottolineato inoltre che “il settore degli elettrodomestici attraversa da anni una fase di marcata difficoltà in Europa a causa di diversi fattori, tra cui domanda persistentemente debole, una sempre maggiore pressione competitiva, costi strutturalmente elevati, e crescente complessità operativa”.

Nel quadro del piano, Electrolux precisa che “l’ottimizzazione interessa l’intero perimetro del Gruppo in Italia, inclusi i cinque stabilimenti produttivi”. Nella sua nota, l‘azienda non ha reso note misure specifiche relative ai singoli siti ma fonti sindacali parlano di cessazione di alcune produzioni considerate a basso valore aggiunto: i frigoriferi di fascia bassa nello stabilimento di Susegana, le lavasciuga a Porcia e i piani di cottura a Forlì.

Sulle ricadute occupazionali, il gruppo indica che “saranno interessate dal processo di ottimizzazione circa 1.700 posizioni”, aggiungendo che ogni impatto “sarà gestito nel rispetto delle opportune procedure formali e attraverso interlocuzioni costruttive con istituzioni e sindacati”. L’obiettivo dichiarato è quello di “ridurre la complessità strutturale e rafforzare la competitività di lungo termine”.

La reazione del Friuli Venezia Giulia: “Porcia va difesa”

Preoccupazione forte dal Friuli Venezia Giulia, dove lo stabilimento di Porcia rappresenta uno dei pilastri industriali del gruppo. Gli assessori regionali alle Attività produttive Sergio Emidio Bini e al Lavoro Alessia Rosolen hanno chiesto un intervento immediato: “Esprimiamo profonda preoccupazione per la notizia improvvisa riguardante i 1.700 esuberi annunciati da Electrolux”.

E ancora: “Chiediamo con la massima urgenza la convocazione di un tavolo di confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e chiarimenti in tempi rapidi da parte dell’azienda in merito al piano industriale per lo stabilimento di Porcia”. La Regione sottolinea inoltre: “Siamo pronti a fare la nostra parte, mettendo in campo ogni strumento disponibile per salvaguardare la tenuta occupazionale e produttiva del sito”.

Sindacati: sciopero nazionale e stato di agitazione

Fiom, Fim e Uilm hanno proclamato lo stato di agitazione permanente e otto ore di sciopero nazionale da articolare nei singoli stabilimenti. Le sigle definiscono il piano “inaccettabile” e parlano di un intervento che potrebbe portare a un forte ridimensionamento occupazionale.

I sindacati chiedono “al governo un immediato intervento con una convocazione urgente al Mimit”. Contestata anche la scelta aziendale di non aprire a una possibile partnership industriale con Midea, ipotesi già sperimentata negli Stati Uniti.