Il blitz friulano al “Ferraris” si chiude con un retrogusto amaro. Non basta il 2-0 inflitto al Genoa a spegnere la polemica per quanto accaduto durante e dopo il match di Marassi. I difensori Hassane Kamara e Keinan Davis sono finiti nel mirino di una ondata di insulti razzisti, scatenando la reazione immediata dell’Udinese.
Il caos in campo: la linguaccia e il contatto
Tutto nasce al 38’ della ripresa. Kamara lascia il campo per Arizala. Dalla Gradinata Nord dei tifosi genoani arrivano insulti e gesti ostili. La risposta dell’ivoriano è una linguaccia verso gli spalti, un gesto “leggero” nelle intenzioni del giocatore ma che incendia il finale, portando al contatto fisico con Colombo (poi ammonito) e a un parapiglia sedato a fatica.
La deriva digitale e il post-partita
Se il campo aveva esaurito la tensione, il web l’ha moltiplicata. Nelle ore successive, i profili social di Kamara e Davis sono stati sommersi da commenti pesanti. Davis, già bersagliato dal lancio di bottigliette mentre festeggiava il raddoppio sotto lo spicchio dei tifosi friulani, ha visto la bacheca inondata d’odio, costringendo la società a bloccare i commenti.
La nota ufficiale dell’Udinese
Lunedì sera la società friulana ha rotto il silenzio con un comunicato durissimo che non lascia spazio a interpretazioni: “Udinese Calcio condanna l’increscioso comportamento ai danni dei suoi giocatori Keinan Davis e Hassane Kamara, oggetto di insulti di stampo razzista sui propri profili social. Simili episodi vergognosi sono fuori da ogni logica di società civile ed inaccettabili e Udinese, storicamente modello di integrazione, si impegnerà sempre a contrastarli”.
“Internet ha memoria”
Anche Kamara ha voluto chiarire la sua posizione su Instagram, chiudendo i commenti e lanciando un avvertimento chiaro: “In 12 anni di carriera non ho mai provocato nessuno. Ho risposto senza violenza (il riferimento è alla linguaccia, ndr) a offese ricevute durante la gara. Ma il razzismo non rimarrà impunito: internet ha memoria”.
