Friuli senza piogge, scatta il piano anti-siccità: razionata l’acqua per l’agricoltura

La situazione idrica in Friuli Venezia Giulia entra in una fase critica: il Consorzio di bonifica Pianura friulana ha attivato il “Piano della gestione di siccità emergenziale“, portando il livello di severità a ALTO e annunciando una serie di misure progressive per fronteggiare la carenza d’acqua che sta colpendo il territorio.

La decisione è arrivata dopo il confronto con le organizzazioni agricole e con l’ANCI, alla luce di un quadro definito dal Consorzio come una crisi idrica straordinaria: piogge insufficienti da mesi, falde in calo, livelli dei corsi d’acqua sotto la media e impossibilità di aumentare ulteriormente i rilasci dalla diga dell’Ambiesta.

Piogge dimezzate e risorse idriche ai minimi

Il problema nasce da una lunga fase di deficit pluviometrico. Tra marzo e aprile le precipitazioni sono risultate inferiori dal 50 all’80 per cento rispetto alla media climatica, mentre anche maggio e giugno non hanno garantito un recupero sufficiente della risorsa. Il Tagliamento, secondo i dati forniti dal Consorzio, non supera i due metri di livello idrometrico da maggio 2025, un segnale di una carenza ormai prolungata.

Per sostenere il sistema irriguo, A2A ha integrato i rilasci dal serbatoio dell’Ambiesta, superando i 10 milioni di metri cubi immessi nella rete. Tra il primo giugno e il 10 luglio 2026 sono stati derivati 9,057 milioni di metri cubi, una quantità superiore anche al periodo considerato più critico del 2022, quando nello stesso arco temporale erano stati derivati 8,334 milioni di metri cubi.

Nonostante gli interventi, però, non sarà possibile aumentare ulteriormente le portate. A2A ha comunicato il 9 luglio che i vincoli imposti da Terna sulla rete elettrica e sulle centrali idroelettriche di Somplago e Ampezzo impediscono nuovi incrementi dei rilasci.

La presa di Ospedaletto, punto strategico del sistema Ledra-Tagliamento, non dispone quindi attualmente di una portata sufficiente per soddisfare contemporaneamente il fabbisogno irriguo e gli obblighi di mantenimento del deflusso minimo vitale nei corsi d’acqua.

Falde in calo e costi energetici in aumento

La crisi riguarda anche le falde sotterranee. A Beano di Codroipo i livelli risultano inferiori alla media e più bassi di circa quattro metri rispetto al 2025. A Mortegliano il calo è di 1,90 metri rispetto allo scorso anno, mentre a Orzano, nel comune di Remanzacco, il divario rispetto al 2025 arriva a circa sei metri.

A pesare sul quadro generale ci sono anche i costi energetici, che incidono sulle attività del Consorzio. Nel corso del 2026 il prezzo dell’energia elettrica ha registrato oscillazioni importanti, con punte oltre i 140 euro al megawattora, mentre il gas naturale ha segnato aumenti fino al 70 per cento su base semestrale.

Attivato il piano di emergenza: via alle chiusure progressive

Con l’attivazione del livello di severità ALTO, il Consorzio prevede misure di razionamento della risorsa idrica via via più restrittive in assenza di precipitazioni e di ulteriori fonti di approvvigionamento per compensare la riduzione delle derivazioni e garantire il mantenimento del deflusso minimo vitale nei corsi d’acqua.

Il piano, predisposto secondo le linee guida dell’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali e comunicato alle autorità regionali, prevede interventi modulati in base all’evoluzione della situazione. Le prime misure sono già scattate il 14 luglio con la chiusura del Canale di Trivignano e la deviazione di 700 litri al secondo sul Canale di Santa Maria.

Il 15 luglio è prevista la sospensione degli usi domestici di Dignano, Carpacco e Mereto. Il giorno successivo sarà ridotta la portata della Roggia Cividina da 600 a 400 litri al secondo, con una rimodulazione delle portate sulle Rogge di Udine e Palma.

Il 17 luglio scatterà il blocco dell’irrigazione straordinaria e la chiusura delle derivazioni minori. Il 20 luglio sarà chiuso il Canale di Passons, mentre il 23 luglio sono previste ulteriori restrizioni con la chiusura totale della Roggia Cividina, la riduzione della portata alla condotta di Basiliano e lo spegnimento degli impianti pluvirrigui di Valle del Corno, Dignano, Pascat e Pradamano.

Il Consorzio ha precisato che, in assenza di precipitazioni significative, il piano potrà essere ulteriormente irrigidito. Eventuali piogge consistenti potrebbero invece consentire una sospensione temporanea delle misure.

Agricoltura in allarme: rischio di perdere i raccolti

Le conseguenze più pesanti rischiano di ricadere sul comparto agricolo, in particolare sulla cerealicoltura del Medio Friuli. Secondo il Consorzio, molte colture hanno raggiunto una fase di maturazione anticipata a causa dello stress termico. Gli agricoltori hanno già sostenuto oltre il 90 per cento delle spese necessarie, tra sementi, concimi e trattamenti.

Senza l’apporto idrico finale, indispensabile per completare il riempimento della granella, i cereali andranno incontro a un definitivo disseccamento, azzerando i raccolti e lasciando i produttori con il 100% dei costi già interamente anticipati.

Basaldella: “Serve un correttivo temporaneo alle politiche di distribuzione”

Sul tema è intervenuto anche Enrico Basaldella, sindaco di Moimacco per ANCI FVG. “Le criticità innescate dal protrarsi della siccità, ancorché fortunatamente non ancora ai livelli del 2022, sono di natura eterogenea e per questo di non facile contemperamento“.

Secondo Basaldella, “le esigenze del comparto agricolo, in un momento particolarmente delicato dell’annata, si scontrano con quelle di garantire produzione di energia e, al tempo stesso, di tutelare fauna ittica ed aspetti igienico-sanitari dei corsi d’acqua”.

“ANCI è costantemente impegnata nel monitoraggio di questo delicato equilibrio, che pare suggerire la necessità di un correttivo, pur temporaneo e di piccola entità, alle politiche di distribuzione della risorsa idrica”. L’auspicio, conclude Basaldella, “è quello di un prossimo confronto con gli assessorati regionali di competenza per assumere provvedimenti prima dell’attivazione completa del piano di emergenza del Consorzio di bonifica”.