Con la zona gialla Natale ed eventi a rischio in Friuli. La rabbia dei ristoratori: “Siamo in ginocchio”

Le problematiche legate alla zona gialla in Fvg.

Con il sempre più probabile approdo del Friuli Venezia Giulia in zona gialla, e relative restrizioni, aumentano i punti di domanda sulle prossime festività in regione, a partire dal Natale.

Sugli eventi si naviga a vista.

E se Trieste ha già annunciato che non ci sarà alcun Capodanno in piazza, a Udine la decisione in tal senso era già stata presa. “Non ci sarà alcun grande evento di piazza per salutare l’anno nuovo – precisa l’assessore ai Grandi Eventi, Maurizio Franz -, valuteremo altre forme di festeggiamenti che non creino assembramenti, come per esempio i fuochi d’artificio”. Per il resto degli eventi del periodo, si naviga a vista, come ammette lo stesso delegato della Giunta Fontanini: “Da Telethon in avanti, valuteremo le indicazioni del Comitato di ordine pubblico. Certo, per esempio la mostra La forma dell’infinito a Casa Cavazzini, che sta andando molto bene, sconta tutte le preoccupazioni che ci sono attorno all’alto numero di contagi nella nostra regione e qualcuno da fuori ha rinunciato a partecipare, anche se i protocolli di sicurezza messi in campo sono elevatissimi”.

Per il resto dipenderà, appunto, da come si muoverà la pandemia: “Siamo pronti a garantire per Natale l’illuminazione di Castello, Piazza Libertà, Piazza XX Settembre e della stazione – conclude Franz -. Confidiamo di mettere a disposizione anche la pista di pattinaggio. Ma, veramente, non sappiamo oggi cosa succederà domani. Chiedo a tutti di mantenere comportamenti responsabili, dal distanziamento all’uso delle mascherine, perché la situazione potrebbe peggiorare”.

Nuovi paletti per i ristoranti.

Chi sarà messo in difficoltà dal passaggio in zona gialla è il mondo della ristorazione. Le nuove regole imporrebbero, infatti, un numero massimo di 4 commensali a tavola, con deroga per i parenti e i conviventi. “Il problema è che le difficoltà continuano a protrarsi per il settore: se vogliono farci chiudere tutti, che ce lo dicano – tuona Andrea Ivan Uanetto, patron del ristorante Da Nando a Mortegliano -. Abbiamo bisogno di aiuto e ristori, non di ulteriori paletti. Per rispettare i protocolli abbiamo perso dal 20 al 30% dei coperti”. Per Natale, almeno per il momento, al suo locale non sono arrivate disdette: “È una magra consolazione – conclude malinconico Uanetto -: a 67 anni mi trovo a fronteggiare difficoltà mai patite prima. Fatichiamo a organizzarci, ci stanno facendo disinnamorare del nostro lavoro”.

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Autore: Redazione

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