Gemona, un 2025 di risultati e progettualità per la città di domani

Il 2025 che si chiude rappresenta per Gemona un anno di bilanci importanti, tra obiettivi raggiunti e nuove sfide. “Siamo particolarmente soddisfatti dell’anno appena concluso perché, grazie alla straordinaria collaborazione di tutti i dipendenti del Comune di Gemona, pienamente operativi fino all’ultimo giorno, abbiamo centrato tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati. A loro va il grande merito di questi risultati e la nostra profonda gratitudine”, spiega il sindaco Roberto Revelant. “La programmazione legata alla strategia di sviluppo della città sta proseguendo: molte opere sono già concluse, altre sono in avanzato stato di realizzazione e per ulteriori interventi abbiamo completato l’iter progettuale, cui seguirà la fase di appalto. Guardando al futuro, stiamo inoltre ponendo le basi per un progetto di sviluppo che riteniamo particolarmente interessante nell’area delle ex Manifatture, che presenta notevoli opportunità e sarà oggetto di approfondimento a partire dalla seconda metà del 2026”.

Grande attenzione è stata rivolta all’istruzione, in particolare al progetto di riqualificazione del polo Magrini–Marchetti e al suo valore strategico per la città. “In via prioritaria il merito va al dirigente e al corpo docente, perché l’offerta didattica viene prima degli edifici. È però evidente come la riqualificazione di questo plesso, collocato nel cuore del ‘campus’ che stiamo realizzando insieme alla Regione Friuli-Venezia Giulia e agli Enti di Decentramento Regionale del Friuli-Venezia Giulia (EDR), assuma un valore aggiunto di grande rilievo. I nuovi istituti garantiranno locali e spazi adeguati alla didattica, sicuri e confortevoli, integrati da un’impiantistica sportiva d’eccellenza e facilmente accessibili grazie alle infrastrutture di cui è dotata la città, il tutto inserito in un contesto ambientale di straordinaria bellezza”, prosegue Revelant.

Gemona continua così a investire nel futuro, come dimostra anche il traguardo dei 25 anni di Scienze Motorie in città, che conferma come puntare sull’istruzione significhi investire sui giovani e sul territorio. “Il raggiungimento dei primi 25 anni della presenza dell’Università degli Studi di Udine a Gemona rappresenta per noi un nuovo punto di partenza. Guardando avanti, e riconoscendo il notevole lavoro svolto in passato e da chi ci ha preceduto, constatiamo che oggi gli studenti iscritti sono triplicati rispetto agli esordi, arrivando a sfiorare complessivamente le 600 unità, con ricadute significative anche sul tessuto socio-economico locale. Da amministratore e da padre, il mio primo pensiero va ai figli e ai giovani: il futuro del nostro Paese passerà dalle loro scelte e noi dobbiamo metterli nelle condizioni di apprendere e di vivere esperienze sane e formative, affinché possano acquisire la maturità e le competenze necessarie per decidere in modo consapevole quando arriverà il loro momento”.

Sul fronte dello sviluppo e della sostenibilità, nel 2025 sono state realizzate opere significative come la pump track e il potenziamento delle energie rinnovabili. “Se da un lato lavoriamo a 360 gradi per valorizzare tutte le peculiarità del territorio, che ha una straordinaria vocazione per gli sport all’aria aperta e caratteristiche ideali per gli appassionati delle due ruote, dall’altro vogliamo che la nostra terra cresca con la dovuta attenzione all’ambiente. La significativa collaborazione con la Comunità di Montagna del Gemonese ci consentirà di produrre una quantità rilevante di energia da fonte rinnovabile attraverso impianti fotovoltaici e una rete di teleriscaldamento che si completeranno nel 2026, garantendo importanti benefici a regime in termini di autonomia energetica, riduzione dei costi e delle emissioni di CO₂. Il tutto sarà ulteriormente rafforzato dalla sostituzione dei mezzi in dotazione alle maestranze comunali e dalla riqualificazione del patrimonio edilizio”.

Parallelamente, cultura e identità hanno trovato nel Castello un punto di riferimento sempre più solido, affermatosi come polo culturale grazie a mostre di rilievo, come quella del fotografo Elio Ciol. “Da diversi anni investiamo in esposizioni di qualità e nel 2026 proseguiremo su questa strada, cercando di elevare ulteriormente l’offerta culturale a beneficio del territorio e di attrarre visitatori da tutta la Regione. Sono certo che molti concittadini non siano ancora saliti a visitare lo stato di avanzamento dei lavori e le importanti mostre allestite nelle ex Carceri: il mio invito è rivolto a loro, affinché il Castello torni a essere, insieme al Duomo di Gemona e al Santuario di Sant’Antonio, un patrimonio di cui andare orgogliosi e da valorizzare con familiari, amici e visitatori”.

Infine, uno sguardo deciso all’innovazione, con l’introduzione dell’assistente vocale intelligente Giul-IA, che rappresenta un ulteriore passo verso una città sempre più digitale e vicina ai cittadini. “Da anni abbiamo intrapreso un percorso di digitalizzazione e di sviluppo in chiave smart city, e Gemona si configura sempre più come un laboratorio innovativo in questo ambito. Questo approccio ci ha consentito di attrarre investimenti significativi anche da parte di operatori privati, finalizzati alla realizzazione di un’infrastruttura a banda ultralarga in grado di garantire connessioni veloci a cittadini e imprese. Continueremo a essere attenti e facilitatori nell’attivazione di nuovi servizi, anche in collaborazione con Insiel, società che si occupa di informatica e trasformazione digitale della pubblica amministrazione regionale, per assicurare una sempre maggiore efficienza nel rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, supportando in particolare le persone più anziane affinché nessuno venga escluso dalla transizione digitale in atto. Siamo consapevoli che questi strumenti rappresentano straordinarie opportunità, ma anche potenziali criticità se non utilizzati correttamente. Per questo invitiamo tutti i cittadini ad aderire a un ulteriore servizio, il Centro di facilitazione digitale, attivato dal Comune grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per l’informazione e la formazione a favore della comunità”, conclude il sindaco.