Inaugura oggi, presso le ex carceri del Castello di Gemona del Friuli, la mostra “Memorie Riflesse. Lo sguardo incontra il ricordo”, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Gemona del Friuli in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto che, il 6 maggio 1976, segnò in modo irreversibile la storia della città, del Friuli e dell’intero Paese.
Una mostra per il cinquantesimo anniversario del terremoto
Il progetto nasce come esercizio di memoria e, insieme, come atto di responsabilità pubblica. Non una semplice commemorazione, ma un percorso capace di interrogare il rapporto fra catastrofe e identità, fra distruzione e ricostruzione, fra dolore privato e storia collettiva.
“Memorie Riflesse” ripercorre i cinquant’anni dal terremoto del 1976 attraverso un racconto sensoriale rivolto agli adulti e ai bambini. Un’immersione emozionale nell’anima di un popolo che ha saputo ricostruire il futuro senza mai dimenticare le proprie radici.
La mostra si inserisce nel più ampio percorso culturale con cui Gemona affronta il cinquantenario non come anniversario rituale, ma come soglia storica. A mezzo secolo dal sisma, la città rilegge la propria vicenda dentro una traiettoria che tiene insieme lutto, disciplina civile, autonomia amministrativa, solidarietà internazionale e ricostruzione materiale e morale.
Dal terremoto al Modello Friuli
Il terremoto, che in pochi istanti sconvolse persone, famiglie, case, luoghi di lavoro, edifici civili e religiosi, aprì una ferita profondissima. Ma, da quella ferita, nacque anche una risposta collettiva destinata a diventare il “Modello Friuli”, fondato sulla centralità delle comunità, sulla capacità amministrativa e su una visione capace di guardare oltre l’emergenza.
La mostra restituisce questa complessità attraverso immagini, documenti, testimonianze, materiali fotografici e video, installazioni immersive e ricerche d’archivio. È un progetto che guarda al passato per misurare la qualità del presente. Perché la memoria non è soltanto ricordo: è conoscenza, archivio, trasmissione, educazione civile. È il modo in cui una comunità decide di non smarrire il senso di ciò che l’ha ferita e, proprio per questo, l’ha formata.
Il volume “Memorie Riflesse”
Il percorso espositivo dialoga con il volume omonimo, realizzato da Forum Editrice Universitaria Udinese in collaborazione con il Comune di Gemona del Friuli e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia. Il libro, curato da Giacomina Pellizzari, ricostruisce le principali tappe di quella vicenda: il 6 maggio 1976, la delega alla Regione, la generosità internazionale, il confronto nelle tendopoli, la formula “dov’era e com’era”, l’esodo, la rinascita, il nuovo volto di Gemona, i luoghi sacri, il sistema produttivo, l’ospedale, l’università e i luoghi simbolo della città.
Il comitato scientifico del volume è composto da Giacomina Pellizzari, Loredana Bortolotti e Flavia Virilli; hanno collaborato Diego Carpenedo e il personale della Civica Biblioteca Glemonense.
L’organizzazione della mostra
La mostra è organizzata dal Comune di Gemona del Friuli, con il Sindaco Roberto Revelant, la Vicesindaco e Assessore alla Cultura Flavia Virilli, gli uffici e le maestranze del Comune di Gemona, e con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Il progetto espositivo è curato da Diego Carpenedo e Giacomina Pellizzari. L’art direction è di Walter Saidero, così come il progetto di allestimento e grafica. Il progetto e la realizzazione video sono di Uponadream Studio, mentre l’installazione videoimmersiva audiovisiva è di B2R1. Gli allestimenti e le stampe sono a cura di Graphica s.n.c..
Ricerche, allestimenti e contributi tecnici
Il coordinamento amministrativo è dell’Ufficio Cultura del Comune di Gemona del Friuli. Le ricerche bibliografiche sono state curate da Loredana Bortolotti e dalla Civica Biblioteca Glemonense. Il supporto tecnico video, audio e proiezioni è di Stefano Pistis del Gruppo Fotografico Gemonese; il service video e proiettori è di Media Digital Business Srl; il sistema illuminotecnico è di Crea Snc; i sistemi di sicurezza sono di Dome; l’accoglienza in mostra è affidata all’Ufficio IAT Gemona.
Alla realizzazione del percorso hanno contribuito inoltre numerosi prestatori di materiale fotografico e video, tra archivi pubblici, archivi privati, famiglie e cittadini: Archivio I. Benvenuti, Archivio Brigata Alpina Julia, Archivio G.F. Corvino, Archivio fotografico Civica Biblioteca Glemonense, Archivio W. Liva, Archivio G. Lotti, Archivio Majeron Pro Glemona, Archivio Raster, Archivio C. Sandruvi, Archivio M. Vale, Archivio S. Varisco, Archivio Vigili del Fuoco, M. Andenna, M. Cargnelutti, D. Carpenutti, F. Corner, A. Grundner, B. Londero, M. Maiolini, A. Mari, U. Michellotto, E. Pavonello, PromoTurismo FVG, R. Rizzo, G. Soravito, C. Tuti, L.B. Tuti, A. Urbani. È inoltre presente in mostra un’opera prestata da Vladislav Shabalin.
I partner del progetto
Sono partner di progetto: Cineteca del Friuli, CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia, Soprintendenza Archivistica del Friuli-Venezia Giulia, Deputazione di Storia Patria per il Friuli-Venezia Giulia, Società Filologica Friulana, ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli-Venezia Giulia, Ente Friuli nel Mondo, Istituto Affari Internazionali, Ecomuseo delle Acque del Gemonese, Gruppo Fotografico Gemonese, FVG Orchestra – Istituzione Musicale e Sinfonica del Friuli-Venezia Giulia, Orchestra Giovanile Filarmonica Friulana, Università della Terza Età del Gemonese e Centro Studi Americani di Roma.
Virilli: “Un atto di cura verso la comunità”
“Questo progetto nasce dalla consapevolezza che il cinquantesimo anniversario del terremoto non possa essere ridotto a una ricorrenza”, dichiara Flavia Virilli, Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Gemona del Friuli. “Memorie Riflesse – prosegue Virilli – è un atto di cura verso la nostra comunità. Abbiamo voluto costruire un percorso in grado di raccogliere immagini, documenti, archivi, testimonianze e linguaggi contemporanei, trasformandoli in conoscenza condivisa. Ricordare significa dare forma a una responsabilità: verso chi non c’è più, verso chi ha ricostruito, verso chi oggi abita questa città e verso le generazioni che dovranno custodirne l’eredità. La cultura, in questo senso, non celebra soltanto il passato, lo rende leggibile, lo interroga, lo consegna al futuro”.
Revelant: “Gemona trova nella memoria le ragioni del proprio domani”
“Gemona porta nella propria storia una ferita che non si è mai chiusa del tutto, ma che ha generato una forza civile straordinaria”, afferma il Sindaco di Gemona Roberto Revelant. “Il terremoto del 1976 – aggiunge Revelant – distrusse case, luoghi, affetti, riferimenti. La nostra comunità seppe però rialzarsi con dignità, grazie alla forza della popolazione, alla solidarietà arrivata da ogni parte d’Italia e del mondo, alla responsabilità delle istituzioni e al lavoro di chi tradusse l’emergenza in ricostruzione. Oggi questa mostra ci chiede di guardare a quella vicenda non soltanto con commozione, ma con lucidità, perché Gemona continua a trovare nella memoria della prova affrontata le ragioni della propria identità e del proprio domani”.
Con “Memorie Riflesse. Lo sguardo incontra il ricordo”, Gemona conferma la propria volontà di custodire una storia che appartiene alla città, al Friuli e alla coscienza civile del Paese.
