All’indomani del terremoto che colpì il Friuli nel 1976 i tecnici di Autovie Venete si misero immediatamente a disposizione della macchina di emergenza. In particolare, fu grazie alla sottoscrizione dei dipendenti della Concessionaria autostradale che a Magnano in Riviera fu costruito un posto medico per prestare i primi soccorsi alla comunità colpita dal sisma. Per ricordare quell’importante gesto di solidarietà, Autostrade Alto Adriatico, concessionaria autostradale che ha ricevuto il testimone da Autovie Venete, e il Comune di Magnano in Riviera hanno affisso oggi nella sala del consiglio comunale una targa.
All’evento commemorativo, a 50 anni dalla terribile tragedia, erano presenti il presidente di Autostrade Alto Adriatico, Marco Monaco, accompagnato dal Consiglio di amministrazione, il sindaco di Magnano in Riviera, Carlo Michelizza, con la giunta, e l’assessore regionale alla protezione civile, Riccardo Riccardi. Presenti nell’aula consiliare anche una rappresentanza di ex dipendenti di Autovie Venete.
La testimonianza degli ex dipendenti di Autovie Venete

È stata proprio la loro testimonianza a ricostruire non solo quel gesto di solidarietà, ma anche l’impegno e gli aiuti messi in campo dal personale della Concessionaria autostradale. A cominciare dalla gestione dell’autostrada, lungo la Udine-Trieste inaugurata 10 anni prima, nel 1966, che funse da snodo dei flussi di traffico degli aiuti diretti verso le comunità colpite dal terremoto.
L’obiettivo primario in quei momenti drammatici era infatti garantire la transitabilità dell’autostrada. Il “porto di mare” dei soccorsi, come viene descritto dai testimoni dell’epoca, era rappresentato proprio dal casello di Udine Sud, dove finiva all’epoca l’autostrada e da dove venivano smistate le “colonne dei soccorsi”.
Determinante fu l’organizzazione messa in campo dalla Prefettura con l’ausilio delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, dei volontari e, per la gestione della viabilità, dal personale di Autovie Venete, che gestì i flussi senza l’ausilio a quel tempo di telefonini e colonnine Sos, ma solo grazie al ponte radio per lo scambio di informazioni.
Il posto medico, i sopralluoghi e gli aiuti nei paesi colpiti
Fondamentale fu poi l’apporto della manutenzione della Concessionaria che il giorno dopo il terremoto allestì un’unità operativa a disposizione dei vigili del fuoco di Udine. L’unità d’emergenza operò a Cornino di Forgaria, dove furono prestati i primi aiuti alle persone, recuperando le suppellettili dalle case ormai distrutte, e quindi a Magnano in Riviera dove fu montata la baracca metallica che fungeva da posto medico e farmacia.
Ad Artegna, invece, i tecnici di Autovie effettuarono i sopralluoghi per le verifiche degli immobili e per le demolizioni e, dopo la scossa di settembre, seguirono i lavori di costruzione degli oltre 100 prefabbricati a fianco delle abitazioni ulteriormente lesionate dal terremoto. A Majano, infine, il personale della Concessionaria fu impegnato nel censimento dei fabbricati che potevano essere recuperati.
Monaco: “La memoria deve restare viva”
“Il terremoto è stata una sciagura che le persone e gli amministratori pubblici hanno affrontato in maniera talmente esemplare da trasformarsi in un modello per gestire le emergenze, copiato in tutto il mondo. Ci è sembrato doveroso rendere omaggio a uno dei momenti che ha segnato il Friuli – ha ricordato il Presidente di Autostrade Alto Adriatico, Marco Monaco –. Grazie anche all’opera dei dipendenti della Concessionaria questa terra è riuscita a risorgere con le proprie mani, con la grande forza di volontà e con la solidarietà. La memoria deve restare viva e quindi è nostro dovere raccogliere il testimone di chi ha operato prima di noi. Proprio questa opera di solidarietà deve essere da esempio per le generazioni future”.
