Uffici insalubri, perdite d’acqua e crolli, la Questura di Gorizia è nel degrado

Bernarnardis della Lega Nord lancia un appello al Prefetto di Gorizia.

“Solo grazie alla grandissima professionalità e abnegazione del personale della Polizia di Stato si riesce a sopperire alla gravissima situazione di manutenzione in cui versa la struttura della Questura di Gorizia. Ho inviato una lettera a sua eccellenza il Prefetto di Gorizia affinché, per quanto di sua possibilità, solleciti il Ministro degli Interni a farsi carico e a risolvere quanto prima l’annosa questione che si protrae da troppi anni”.

Il consigliere regionale della Lega Diego Bernardis annuncia così la lettera inviata al prefetto di Gorizia affinché acceleri la procedura di trasferimento nella nuova sede di piazza San Francesco.

In particolare, il consigliere regionale denuncia anche “infiltrazioni d’acqua, pericolosi crolli, uffici chiusi, un intero piano interdetto all’accesso e conseguenti condizioni insalubri sul posto di lavoro. Se non fosse che stiamo parlando di una Questura della Polizia di Stato, potremmo pensare di avere a che fare con un immobile abbandonato oramai da tempo”.

“Ringrazio il segretario provinciale del sindacato autonomo di Polizia, Angelo Obit – prosegue Bernardis –, per avermi portato a conoscenza del vergognoso stato dei fatti. Dunque, ritengo di farmi portavoce di un profondo e diffuso malcontento che non può essere ignorato, a maggior ragione quando si parla di una Questura che opera su un territorio transfrontaliero, ovvero una vera e propria porta sull’Occidente, dove gli operatori delle Forze di Polizia dovrebbero potersi concentrare sulle importanti e delicatissime operazioni da svolgere e non su come restare incolumi sul posto di lavoro”.

“Tutta questa situazione – conclude il consigliere della Lega Nord – è ancora più inconcepibile se pensiamo al fatto che il ministero degli Interni stanzia ogni anno miliardi di euro per accogliere sedicenti migranti che non scappano da alcuna guerra, ma che talvolta ce la portano in casa, mentre non è capace nemmeno di garantire i fondi necessari a tutelare la sicurezza e la salute sul posto di lavoro per i nostri appartenenti alla Polizia di Stato”.