Maltempo a Gorizia: “Ho chiamato per mezz’ora i soccorsi senza risposta”

Dice di aver chiamato, la sera del 24 luglio, quella della grande grandinata che ha ferito il Friuli, insistentemente il 112. Dopo che alcuni alberi spezzati dal vento si erano schiantati sulla strada e sulle case a Gorizia, in via Brigata Casale e in via dei Leoni. Voleva avvisare del pericolo, visto che i cavi elettrici trascinati in strada stavano fiammeggiando e che comunque non si sapeva se sotto i tronchi spezzati ci potesse essere qualcuno. 

Ma, racconta un residente di Gorizia, dal 112 non c’è stata nessuna risposta, se non una musichetta alternata ad una voce registrata che invitava in più lingue ad attendere. Il cittadino ha continuato a chiamare il 112 per ben mezz’ora. Sei telefonate in tutto. La prima alle 21.42 e l’ultima alle 22.10, tutte senza risposta. Poi alla fine ha rinunciato. 

Una denuncia raccolta dall’ex consigliere regionale Walter Zalukar, alla guida dell’Associazione Costituzione32. “Chissà quanti altri cittadini si sono trovati nella stessa situazione, o forse in situazioni ancor più drammatiche, come un incidente stradale con feriti, un incendio, un’aggressione, visto che quando succedono eventi calamitosi come l’altra sera la Centrale 112 viene saturata in brevissimo tempo e le chiamate di soccorso si accumulano in una coda sempre più lunga”, dice l’ex consigliere. 

La centrale del Nue

Una situazione inevitabile, spiega sempre Zalukar, in quanto il numero di centralinisti contemporaneamente in servizio al NUE di Palmanova ammonta a 5-6 unità, più un coordinatore. “Quindi possono essere gestite contemporaneamente fino a 7 chiamate di soccorso per tutta la regione e le altre sono messe in coda. È il cosiddetto effetto imbuto che si verifica quando succedono eventi calamitosi o si verificano più incidenti contemporaneamente in regione – prosegue il politico -.  Una volta, prima del NUE 112, tale fenomeno non poteva accadere poiché in ciascuna delle 4 province operavano la centrale dei carabinieri, polizia, vigili del fuoco e soccorso sanitario ed in ciascuna di queste Centrali erano di turno più operatori, da due a quattro, complessivamente circa 40 operatori sempre pronti a rispondere alle emergenze”.