I prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia
Oltre alla varietà di posti da visitare, il Fvg offre numerose cibi e piatti tipici: lasciando in disparte i più noti come il Prosciutto di San Daniele o il Frico, ve ne sono alcuni decisamente prelibate. Cibi come la Pitina o la cipolla rossa di Cavasso Nuovo rispecchiano solo in parte un insieme di prelibatezze che non viene decantato molto ma che piuttosto viene messo in ombra da quelle più conosciute. Assaggiare tali piatti inoltre, può rivelarsi come un valido mezzo di aggregazione culturale, in particolar modo locale. Di seguito dunque, un elenco dei migliori.
La pitina

Il primo pensiero non può che andare alla pitina. Conosciuta per essere un prodotto “della miseria”, e quindi fondamentalmente povero, la pitina IGP è un salume che può assumere una forma simile ad una polpetta ma che dalle sembianze interne ricorda il salame. Solitamente contiene una percentuale di carne di capra (in maggioranza ma che varia a seconda del produttore locale) e una restante percentuale di grasso di maiale. Il tutto viene insaporito grazie a erbe aromatiche e ad altri passaggi quali infarinatura nel grano per fare la polenta e affumicatura. In genere la si trova tagliata a fette e servita esattamente come il salame, in un tagliere o accompagnata da pane, grissini e un buon vino rosso.
La cipolla rossa di Cavasso Nuovo

Un altro prodotto molto particolare tra i cibi del Fvg è la cipolla rossa di Cavasso Nuovo. Prende il nome dall’omonimo comune d’origine ed emerge grazie alle note dolci che la contraddistinguono. Anche conosciuta in qualità di cipolla rossa dei Maraldi, si tratta di un tipo di cipolla che oltre a svolgere una funzione d’accompagnamento può essere mangiata da sola. All’esterno è rossa ma nell’avvicinarsi al cuore si presenta come bianca con venature rosate.
I cjarsons

I cjarsons rientrano tra i cibi tipici del Fvg più elaborati. Provenienti da alcune zone della Carnia, si sono diffusi a macchia d’olio in tutta la regione grazie alla loro bontà. Si tratta di un prodotto molto simile agli agnolotti piemontesi anche se il ripieno, invece di essere fatto di carne, presenta un mix curioso e originale di dolce e salato. A seconda delle preferenze la farcitura può variare in mille modi, tant’è vero che si dice che vi siano circa 30 varianti. Si possono infatti trovare con marmellata, uvetta, cioccolato ma anche biscotti o erbe aromatiche. Vengono in seguito ricoperti o di ricotta affumicata o di burro fuso, anche se in certe zone si usa “l’ont”, un particolare tipo di burro ottenuto da un processo di ebollizione. I cjarsons vengono festeggiati in maniera particolare nella località di Sutrio, paese situato in provincia di Udine, ogni prima domenica di giugno.
Il prosciutto crudo di Sauris

Meno famoso e celebrato rispetto al cugino diretto di San Daniele, il prosciutto crudo di Sauris viene prodotto tra i monti della Carnia nel paese omonimo. Secondo una tradizione antica e ben definita, a produrlo ci sono solamente due aziende, rigorose nel selezionare suini allevati in Italia. Ciò che differenzia questo prodotto dagli altri è l’affumicatura ottenuta grazie al legno di faggio. Il prosciutto di Sauris rappresenta un’ottima alternativa a quello di San Daniele e si posiziona a cavallo tra un prosciutto “tradizionale”, che come aspetto è simile agli altri crudi, e un “riserva”, più secco sia alla vista che al gusto.
