Alla scoperta dei sapori perduti: i dolci della tradizione friulana

I sapori della tradizione del Friuli Venezia Giulia.

Se da un lato la pandemia da covid-19 ha ridotto la possibilità di stare fuori fino a tarda ora, dall’altro ha avuto il “pregio” di fare riscoprire agli italiani il piacere di stare a casa e di dedicarsi a mansioni squisitamente domestiche che venivano trascurate per mancanza di tempo. Lavorare da casa è molto comodo in quanto non richiede tutti gli spostamenti necessari per raggiungere il luogo di lavoro, di conseguenza si può impiegare il tempo risparmiato per svolgere altre attività che vanno dalla partita veloce alla NetBet Roulette alla preparazione di un piatto prelibato.

Lo stare tra i fornelli è un’attività giornaliera necessaria ma nello stesso tempo può diventare anche un piacevole passatempo a cui dedicarsi quando non si è costretti ad andare di fretta. In una routine normale solitamente si preferisce cucinare un primo piatto o un secondo veloce, senza contemplare la possibilità di ultimare il pasto concedendosi un buon dolce in quanto la preparazione della di quest’ultimo richiede  molto più tempo.

In epoca di coronavirus non tutto è negativo, infatti tra una pausa e l’altra dello smart working sarà possibile preparare un impasto da mettere a lievitare oppure la crema per farcire il tiremesu (tiramisù), un dolce della tradizione italiana di origini rigorosamente friulane. La diatriba tra Veneto e Friuli per l’attribuzione della paternità del più famoso dei dessert è stata lunga e sofferta ma finalmente nel luglio del 2017 il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha risolto la querelle inserendo il tiramisù nella lista dei prodotti agroalimentari tipici del Friuli- Venezia Giulia.

Oltre che nella sua variante classica a base di crema mascarpone, pan di Spagna (o savoiardi) e caffè, il tiramisù è molto apprezzato anche nella variante squisitamente estiva con le fragole. La Gubana è altro dolce della tradizione friulana che deve il suo nome alla forma ripiegata (guba) o ad un cognome friulano molto diffuso. In teoria la sfoglia da riempire con un ripieno di noci, uva passa, pinoli, limoni e vaniglia si dovrebbe preparare rigorosamente a casa ma per velocizzare i tempi andrà bene un rotolo di pasta sfoglia industriale. Alla gubana classica si accompagna la gubana caratteristica di Cividale con la forma uguale a quella dello presnitz. Se si desidera insaporire questo dolce della tradizione è possibile bagnarlo con della grappa locale ma è preferibile gustarlo al naturale perchè l’impasto si mantiene morbido. La gubanetta è la variante più ridotta del dolce, per questo è ideale per concludere il pasto concedendosi una piccola dolcezza o per accompagnare il tè del pomeriggio.

Gli strucchi sono invece dei dolci più impegnativi da preparare per occupare al meglio il tempo libero del fine settimana. La forma degli strucchi richiama i ravioli, gli ingredienti del ripieno sono uguali a quelli della gubana mentre l’impasto è di due tipologie che variano a seconda del modo in cui vengono cucinati. Se gli strucchi vengono preparati fritti o al forno è necessario l’impiego della pasta frolla ma se sono preparati in pentola bisognerà utilizzare un impasto a base di patate. In entrambe le versioni il gusto è assicurato!

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