Il mercato del lavoro del Friuli Venezia Giulia cambia volto. Tra il 2014 e il 2024 il numero delle persone assicurate presso le diverse gestioni previdenziali dell’Inps è passato da 544.616 a 582.778, con un aumento di 38.162 lavoratori, pari al 7%. A trainare la crescita è stata soprattutto l’espansione del lavoro dipendente privato, mentre si è ridotto sensibilmente il numero di artigiani, commercianti, agricoltori autonomi e lavoratori occasionali.
È quanto emerge da un’indagine dell’Ires Fvg basata sui dati dell’Osservatorio Inps, che comprende oltre il 95% degli occupati regolari. Restano esclusi principalmente i professionisti iscritti alle casse previdenziali dei rispettivi ordini.
Oltre 62mila dipendenti privati in più
Secondo l’analisi illustrata dal ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo, l’aumento complessivo è stato determinato soprattutto dalla crescita dell’occupazione dipendente nel settore privato. I lavoratori di questa categoria sono saliti da 304.531 a 366.847, registrando 62.316 unità in più e un incremento del 20,5%.
Sono aumentati anche i dipendenti pubblici, passati da 82.458 a 88.118, le lavoratrici domestiche, cresciute di 2.435 unità, e gli operai agricoli, che in dieci anni sono saliti da 10.625 a 14.363. Particolarmente marcato anche l’incremento dei professionisti con partita Iva iscritti alla Gestione separata Inps, aumentati del 68,7%, anche grazie alla diffusione di incentivi fiscali come il regime forfettario.
La tendenza opposta riguarda invece le forme di lavoro autonomo più tradizionali. Gli artigiani sono diminuiti di 7.774 unità, i commercianti di 6.946 e gli agricoltori autonomi di 976. Complessivamente queste tre categorie hanno perso quasi 16mila assicurati.
Ancora più netta la contrazione del lavoro occasionale, passato da 23.759 a 2.413 addetti, con un calo dell’89,8%. Una diminuzione legata in particolare all’abolizione dei voucher avvenuta nel 2017.
Gorizia registra la crescita maggiore
L’aumento dei lavoratori assicurati ha interessato tutte le province del Friuli Venezia Giulia, ma con intensità differenti. La crescita più rilevante in termini percentuali si è registrata a Gorizia, dove gli assicurati sono aumentati del 9,8%, passando da 60.252 a 66.166.
Seguono Pordenone, con un incremento dell’8,3%, Trieste con il 6,2% e Udine con il 5,9%. Quest’ultima provincia conserva comunque il numero più elevato di lavoratori assicurati, pari a 252.191 nel 2024.
La crescita ha riguardato in misura leggermente maggiore la componente femminile. Le lavoratrici sono aumentate del 7,5%, pari a 18.405 unità, mentre gli uomini hanno registrato una crescita del 6,6%, con 19.757 occupati in più.
Meno lavoratori tra i 35 e i 49 anni, crescono gli ultrasessantenni
I numeri riflettono anche il progressivo invecchiamento della popolazione lavorativa regionale. Nel periodo considerato la fascia compresa tra i 35 e i 49 anni ha perso complessivamente quasi 47mila occupati.
Al contrario, sono aumentati in maniera consistente i lavoratori più anziani. Gli occupati tra i 60 e i 64 anni sono cresciuti di oltre 25mila unità, mentre quelli con almeno 65 anni sono aumentati di quasi 10mila. Complessivamente, gli ultrasessantenni ancora presenti nel mercato del lavoro sono circa 35mila in più rispetto al 2014.
Nel 2024, inoltre, 20.699 assicurati Inps, pari al 3,6% del totale, risultavano già pensionati prima dell’inizio dell’anno ma continuavano comunque a lavorare. Il fenomeno è particolarmente diffuso nel lavoro parasubordinato e autonomo. Nel 2021 erano quasi 3mila in meno, a conferma di un confine sempre più graduale tra pensionamento e uscita effettiva dal mercato del lavoro.
A questi si aggiungono altri 7.085 lavoratori andati in pensione nel corso del 2024, che potrebbero però avere lavorato soltanto prima della decorrenza del trattamento pensionistico.
Redditi, le donne guadagnano mediamente il 28% in meno
L’indagine evidenzia anche forti differenze nei redditi. La categoria con l’imponibile previdenziale medio più elevato è quella degli amministratori iscritti alla Gestione separata Inps, con 60.709 euro all’anno, più del doppio della media complessiva regionale di 27.210 euro.
In fondo alla graduatoria si trova invece il lavoro occasionale, con appena 1.440 euro medi annui. I dipendenti pubblici percepiscono mediamente 36.999 euro, gli artigiani 29.861, i commercianti 28.256 e i dipendenti privati 25.938 euro.
Resta significativo il divario di genere: il reddito medio delle donne si ferma a 22.427 euro, contro i 31.164 euro degli uomini. La differenza è quindi di quasi 9mila euro, pari al 28%. Soltanto nei percorsi professionali post laurea e nel lavoro occasionale i redditi femminili risultano sostanzialmente in linea con quelli maschili.
La presenza delle donne è particolarmente elevata nel lavoro domestico, dove raggiunge il 95,4%, nel lavoro occasionale, con il 73,6%, e nel settore pubblico, con il 60,2%. Tra gli amministratori, invece, la componente femminile rappresenta meno di un quarto del totale.
A livello territoriale, Trieste presenta il reddito medio più elevato, vicino ai 29mila euro annui, e guida la classifica per l’occupazione dipendente. Nel lavoro autonomo, invece, il primato spetta alla provincia di Pordenone.
