Via Micossi, l’opposizione chiede una commissione: “Servono chiarezza e sicurezza”

Strada dissestata, segnaletica assente, chiusini sporgenti e aree verdi ancora da sistemare: l’opposizione in Consiglio comunale chiede chiarimenti sulla situazione di via Mario Micossi, dove 28 famiglie attendono da anni il completamento delle opere previste dal PAC “Cormor Basso”.

Giovedì scorso il consigliere Loris Michelini di Identità Civica ha depositato una richiesta, sottoscritta dai colleghi di opposizione, per convocare la Commissione Territorio e Ambiente e fare chiarezza sullo stato del Piano attuativo comunale “Cormor Basso”.

Al centro della richiesta ci sono le condizioni della strada e il mancato completamento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria previste dalla convenzione sottoscritta nel 2014. I residenti, riuniti in un comitato spontaneo, segnalano da tempo asfalto sconnesso, assenza di segnaletica orizzontale, chiusini sporgenti, ristagni d’acqua e aree verdi incolte.

Il sopralluogo di Michelini e Zanolla

Nei giorni precedenti al deposito della richiesta, Michelini e il collega di Identità Civica Michele Zanolla avevano effettuato un sopralluogo in via Micossi, incontrando le famiglie e ascoltando la loro ricostruzione della vicenda.

I due consiglieri si sono impegnati a portare la questione nelle sedi istituzionali, con particolare attenzione alla messa in sicurezza della strada, che secondo il comitato presenterebbe diversi elementi di pericolo per automobilisti, ciclisti e pedoni. L’opposizione vuole inoltre conoscere lo stato di avanzamento dei lavori ancora mancanti e capire quali interventi il Comune intenda programmare per completare le opere previste nel comparto.

Una vicenda iniziata nel 2014

Il PAC “Cormor Basso” risale al maggio del 2014, quando il Comune di Udine sottoscrisse con due società private una convenzione urbanistica per la realizzazione delle opere nella zona di via Mario Micossi.

Strada, aree verdi, parco giochi e altri interventi di urbanizzazione avrebbero dovuto essere completati entro cinque anni, quindi entro il 2019. A garanzia degli impegni era stata presentata una fideiussione da quasi un milione di euro. A dodici anni dalla firma della convenzione, tuttavia, una parte dei lavori non risulterebbe ancora realizzata. Il valore delle opere mancanti sarebbe stato quantificato dallo stesso Comune in circa 300 mila euro.

Secondo quanto denunciato dal comitato, la società che aveva rilasciato la fideiussione era fallita già nel 2015 e la circostanza sarebbe emersa soltanto nel 2026, dopo alcune verifiche condotte autonomamente dai residenti.

Le richieste delle famiglie

Le 28 famiglie di via Micossi chiedono risposte concrete. Nel corso dell’ultimo anno e mezzo hanno presentato istanze al sindaco, al vicesindaco e agli assessori competenti, oltre a una diffida formale tramite un legale.

È stata inoltre richiesta un’audizione alla commissione consiliare competente ed è stato coinvolto anche il Difensore civico regionale del Friuli Venezia Giulia. La richiesta depositata dall’opposizione punta ora a ottenere un confronto ufficiale sul futuro dell’area e sui tempi degli interventi.

“Chiarire gli impegni dell’Amministrazione”

“Vogliamo chiarire ufficialmente la situazione, soprattutto per quanto riguarda la messa in sicurezza della strada e lo stato di completamento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria”, afferma Michelini.

La commissione dovrà servire anche a capire quale impegno politico l’Amministrazione comunale intenda assumere nei confronti del comitato, considerando che la controversia si trascina ormai da oltre un anno e mezzo. “È necessario comprendere quali iniziative il Comune intenda mettere in campo nei confronti dei residenti e quali siano i tempi previsti per risolvere una situazione che si protrae dal 2014”, conclude il consigliere di Identità Civica.