L’architettura di Lignano conquista Milano: presentato il libro su Gianni Avon

Al CASVA il volume dedicato a vent’anni di progetti che hanno segnato il volto della città balneare

L’architettura di Lignano Sabbiadoro protagonista a Milano. Gli stabilimenti balneari a pianta circolare del Lungomare di Sabbiadoro, la Casa albergo di Raggio di Levante, la Torre Ariston in Arco della Vela, l’edificio Fontana in piazza del Sole, Casette Castellarin e Villa Schreurs sono solo alcune delle opere che hanno segnato la storia urbanistica e architettonica della località balneare friulana. Edifici diversi, ma accomunati da una firma: quella di Gianni Avon.

Nei giorni scorsi proprio l’opera dell’architetto è stata al centro della presentazione del volume “Gianni Avon. Architetture a Lignano 1954-1974”, ospitata nella prestigiosa cornice del CASVA, Centro di Alti Studi sulle Arti Visive di Milano. Il libro, edito da Gaspari Editore di Udine, è stato scritto da Guido Zucconi, Ferruccio Luppi, Silvia Cattiodoro e arricchito da una testimonianza del figlio, l’architetto Giulio Avon.

Un libro che racconta la Lignano del Novecento

Il volume accende i riflettori su vent’anni di intensa produzione architettonica e progettuale, dal 1954 al 1974, periodo in cui Gianni Avon contribuì in modo decisivo a definire il volto moderno di Lignano Sabbiadoro. Attraverso immagini storiche in bianco e nero e un’attenta analisi documentale, la pubblicazione non è soltanto un omaggio a un grande professionista, ma anche la testimonianza visiva di un’epoca in cui la città balneare rappresentava un punto di riferimento per il design e l’urbanistica d’avanguardia.

La monografia presentata a Milano rappresenta anche il seguito ideale della mostra itinerante organizzata lo scorso anno a Lignano Sabbiadoro, con fotografie d’autore di Italo Zannier e Giorgio Casali, entrambi amici dell’architetto, insieme a immagini d’archivio dello Studio Architetti Avon.

L’iniziativa ha visto come partner istituzionali il Comune di Lignano Sabbiadoro, l’Università di Udine con il Dipartimento di Ingegneria e Architettura, l’Ordine degli Architetti di Udine e la Scuola Mosaicisti del Friuli. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Raggi e Architetture – Ville di Lignano, costituita dai proprietari di ville e abitazioni appartenenti al patrimonio architettonico del Novecento lignanese.

“Un progetto di ampio respiro”

Durante la presentazione milanese, la presidente dell’associazione, Sabrina Mazza, ha ricordato il significato stesso del nome scelto per il sodalizio, legato al ruolo di laboratorio architettonico svolto da Lignano. Un riferimento alla celebre chiocciola di Pineta e alla scelta di chiamare “raggi” e “archi” le vie che la compongono.

«Il nostro è un progetto di ampio respiro, rivolto sia ai professionisti del settore, sia a chiunque desideri avvicinarsi a questo straordinario mondo dell’architettura lignanese della seconda metà del Novecento», ha spiegato Mazza, richiamando il percorso portato avanti negli anni dall’associazione.

Un lavoro che si è sviluppato attraverso tour guidati, iniziative divulgative e attività di valorizzazione, con una duplice finalità: accompagnare i visitatori alla scoperta del patrimonio architettonico della città e, allo stesso tempo, fornire un supporto scientifico a studenti e ricercatori.

Donà: “Avon seppe dialogare con la natura”

All’incontro ha partecipato anche l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Lignano Sabbiadoro, Marco Donà, che nel suo intervento ha sottolineato il valore dell’opera di Avon nella crescita urbana della città.

Secondo Donà, l’architetto seppe interpretare lo sviluppo di Lignano senza rinunciare al dialogo con la natura, considerata «non un semplice sfondo dell’architettura, ma una componente essenziale del progetto».

«Le sue architetture non si impongono sul contesto, ma cercano di integrarsi con esso e l’importanza della sua opera non risiede soltanto negli edifici che ha progettato, ma nel modo in cui ha interpretato Lignano e la sua evoluzione», ha ricordato l’assessore. «Per questo motivo il suo lavoro rappresenta ancora oggi un esempio di equilibrio tra qualità abitativa, ricerca progettuale e valorizzazione del contesto naturale».

Giulio Avon: “Lignano fu un laboratorio rilevante per l’architettura”

Per l’architetto Giulio Avon, la pubblicazione dedicata all’opera del padre permette di approfondire una stagione fondamentale della storia della città.

Il libro, ha spiegato, «approfondisce lo studio del Novecento lignanese, un periodo storico di grande interesse, nel quale la città balneare rappresenta un laboratorio rilevante per l’architettura».

«Sono lieto che la casa editrice udinese Gaspari possa annoverare tra i suoi titoli ben tre volumi dedicati a quel periodo, come “Dentro Lignano”, “Aldo Bernardis architetture a Lignano 1953-2003” e ora questa nuova pubblicazione “Gianni Avon Architetture a Lignano 1954-1974”», ha aggiunto Giulio Avon.