Terremoto 1976, Lignano accolse 30 mila sfollati: una scultura unisce la città a Gemona

Trentamila persone sfollate dalle zone terremotate accolte a Lignano Sabbiadoro nei mesi successivi al sisma del 1976. È una delle pagine più significative della storia della località balneare, tornata al centro del progetto “Due Rive, un’unica memoria”, nato per raccontare il legame costruito cinquant’anni fa tra Lignano e Gemona del Friuli.

Il progetto vede protagonisti i due Comuni e l’artista Alessandra Aita, autrice di una scultura esposta da domenica all’Arena Alpe Adria di Lignano. Nello stesso spazio è stata allestita anche la mostra fotografica “Dal silenzio alla luce”, realizzata dal Foto Cine Club Lignano, con immagini e ricordi dell’accoglienza offerta dalla località alle popolazioni colpite dal terremoto.

Lignano aprì le porte agli sfollati

Durante l’inaugurazione, la sindaca di Lignano Sabbiadoro Laura Giorgi ha ricordato quella mobilitazione, dando lettura di una relazione scritta all’epoca dall’allora segretario comunale Giuseppe Montrone. Il documento racconta la risposta dell’amministrazione e la disponibilità del personale comunale di fronte all’emergenza.

“Questo progetto artistico assume un valore particolarmente significativo perché richiama una delle pagine più importanti della storia della comunità lignanese: quella della grande solidarietà dimostrata nei confronti delle popolazioni colpite dal sisma”, ha sottolineato Giorgi.

“In quei giorni drammatici, Lignano aprì le proprie porte a 30 mila persone sfollate dalle zone terremotate, offrendo accoglienza, ospitalità e sostegno a famiglie che avevano perso la propria casa e che cercavano un luogo sicuro nel quale trovare riparo”.

Un’accoglienza che, secondo la sindaca, è rimasta nel patrimonio della comunità. “Un gesto di solidarietà – ha sottolineato Giorgi – che a distanza di cinquant’anni, continua a rappresentare un patrimonio della comunità e il progetto “Due rive, un’unica memoria” lo trasforma in un segno concreto e duraturo”.

Due opere per ricordare il legame

Il progetto comprende due opere di Alessandra Aita: una è quella esposta a Lignano, mentre l’altra si trova a Gemona. Per il vicesindaco di Lignano con delega alla cultura, Manuel Massimiliano La Placa, le sculture rappresentano un ponte tra la memoria di quella tragedia e il presente.

“Non sono solo testimonianze artistiche, ma veri e propri segni di memoria, capaci di raccontare una storia che appartiene tanto a Gemona quanto a Lignano e che continua a unire le due comunità”, ha affermato La Placa. All’inaugurazione erano presenti anche i sindaci dei Comuni di Gemona del Friuli, Buja, Colloredo di Monte Albano e Porcia.

La serata è stata arricchita dalla mostra fotografica del Foto Cine Club Lignano e dalla presenza di due musiciste dell’associazione “Insieme per la Musica”. Il Comune ha inoltre ringraziato gli Alpini per il supporto nell’organizzazione, i Bersaglieri presenti alla cerimonia e gli uffici comunali impegnati nella preparazione dell’iniziativa.