Tracce di coronavirus negli scarichi in mare a Lignano parte la ricerca

Lignano

In passato trovati casi di salmonella.

Cafc, Università di Udine e l’istituto di oceanografia Ogs scendono in campo per ricercare eventuali tracce di coronavirus nel mare di Lignano. La preoccupazione nasce dal fatto che in passato,  negli scarichi in mare del depuratore di Lignano Sabbiadoro è stata rinvenuta la salmonella a cui sono seguiti sforamenti e sanzioni da parte dell’Arpa.

“Sebbene non si sappia per quanto tempo il virus Sars-Cov-2 sopravviva in acqua – ha commentato il consigliere regionale Sergo -, in passato ci sono stati diversi studi sul Sars-Cov-1 e dagli stessi sembrava che l’acqua di mare non fosse in grado di neutralizzarlo. Perciò c’e da sperare che il coronavirus non venga rinvenuto nelle acque reflue altrimenti, in caso di precipitazioni, i reflui vengono scaricati in Laguna o nel fiume Tagliamento, compresi salmonella, escherichia coli e coronavirus senza essere trattati biologicamente e senza passare la disinfezione degli ultravioletti o dell’acido per acetico”.

“Apprezziamo lo sforzo, – ha concluso Sergo – profuso da Cafc, Università di Udine e istituto di oceanografia Ogs, di ricercare il coronavirus nei reflui e nel mare: non appena lette alcune notizie provenienti dall’estero, ci siamo confrontati con Arpa Fvg proprio su questi temi”.