A Majano tutti insieme per recuperare lo storico muretto di Susans

Il recupero del muretto a secco di Majano.

È stato il risultato di un processo partecipativo il “cantiere del paesaggio” dedicato a un muro in pietra e svoltosi a Susans (Majano) per iniziativa dell’Ecomuseo delle Acque e con il supporto del Comune di Majano. Il percorso, chiamato “mappa di comunità”, ha infatti coinvolto le associazioni e gli abitanti del luogo, focalizzando l’attenzione sul patrimonio “vivente” e non tutelato, diffuso sul territorio.

Solitamente, i cantieri sui muri in pietra a secco si rivolgono alle persone interessate ad apprendere un’arte che rischia di scomparire. Si tratta di veri e propri corsi di formazione, di diversa durata, a cui si accede per imparare e sperimentare un’antica modalità di gestione del territorio.

Nel caso del processo sperimentato con successo a Susans e nelle frazioni contermini di San Tomaso, Comerzo, Tiveriacco e Ponte Ledra, l’elaborato finale (ossia la mappa cartacea) non è stato fine a sé stesso, ma ha avuto l’obiettivo di indurre i partecipanti a definire un progetto condiviso, capace di migliorare e valorizzare l’ambito geografico di riferimento (una sorta di post-produzione della mappa).

Le diverse decine di persone coinvolte hanno deciso di prendersi cura di un antico muro, in parte crollato, che affianca il sentiero (il Troi) tra i due borghi principali di Susans, prendendo ferie, alternandosi per due settimane e garantendo il loro contributo alla “causa”.

Il muro, che separa il tracciato dai terreni privati, non si è un manufatto di pregio, ma è assai importante per la comunità. Un tempo frequentatissimo, rientra in quella tipologia di opere che ha segnato la storia di un territorio. Le pietre utilizzate per il ripristino del muro sono state recuperate localmente, il cantiere ha dato forma a una costruzione apprezzata da tutti, con la concreta possibilità di un prossimo allargamento del cantiere. Un ringraziamento doveroso da parte della comunità va all’artigiano della pietra Alessandro Arganese, il cui apporto si è dimostrato decisivo per il compimento dell’operazione.

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