Completato l’intervento per l’illuminazione di Fort Hensel.
Da presidio bellico a riferimento storico “illuminato” per l’intera vallata: Fort Hensel, l’imponente sentinella progettata dal capitano del Genio Friedrich Hensel sul promontorio dello Tschalawài in epoca napoleonica, è tornato a essere protagonista del paesaggio notturno della Valcanale. Dopo oltre un secolo dalla sua capitolazione, le rovine del forte — segnate dai duemila colpi di grosso calibro ricevuti nell’estate del 1915 — sono ora visibili a grande distanza grazie a un nuovo impianto di illuminazione.
L’operazione, portata avanti dal Comune di Malborghetto Valbruna, ha richiesto un investimento complessivo di 345 mila euro. La quota principale, pari a 264 mila euro, è stata garantita dalla Regione Friuli Venezia Giulia tramite i fondi di concertazione. Il resto della spesa è stato coperto da fondi comunali (20 mila euro) e da un contributo di 59 mila euro della Comunità di Montagna, derivante dai fondi destinati alla minoranza slovena.
L’intervento non è stato privo di ostacoli burocratici. Per procedere, l’amministrazione comunale ha dovuto gestire il rinnovo della concessione del forte con l’Agenzia del Demanio e ottenere il via libera dalla Soprintendenza (Ministero delle Attività Culturali). Una condizione necessaria per lo sblocco dei fondi regionali è stata inoltre la collaborazione progettuale con un Comune limitrofo.
Il recupero dell’area
Prima di installare i punti luce, si è reso necessario un massiccio intervento di pulizia. Le mura del forte erano state negli anni coperte da una fitta vegetazione spontanea: il diradamento di arbusti e cespugli è stato eseguito dai volontari della squadra “Boscadors” della Protezione Civile dell’ANA, coordinati dall’assessorato competente.
I lavori.
Il progetto illuminotecnico è stato curato dallo Studio Tea di Stefano Toscani e dallo studio veneziano TA srl dell’architetto Alberto Torsello, professionisti con esperienza nel trattamento di beni storici. I lavori sono stati affidati all’impresa Friulana Costruzioni di Sedegliano.
Con l’accensione dell’impianto, le rovine del forte — testimonianza della capitolazione avvenuta 110 anni fa sotto i tiri dell’artiglieria italiana — diventano un elemento fisso nel panorama notturno della valle, sottraendo il sito al buio e all’abbandono in cui versava dal primo dopoguerra.




