Controlli nelle case, Monfalcone fa scuola: così la città ha stanato 1.400 irregolari

I controlli alloggiativi a Monfalcone contro sovraffollamento e false residenze.

Dal 2017 al 2025 la Polizia locale di Monfalcone ha effettuato 1.423 controlli sugli alloggi, segnalando 1.437 persone da cancellare dai registri dei residenti, nell’ambito delle verifiche sull’idoneità alloggiativa e sul contrasto a sovraffollamento e false residenze. I dati sono stati presentati dal consigliere delegato alla Sicurezza e già sindaco, Anna Maria Cisint, insieme al dirigente dell’Ufficio Urbanistica, Marco Marmotti, e al comandante della Polizia locale, Rudi Bagatto.

La complessità abitativa di Monfalcone

“Monfalcone è una città complessa, ad alta tensione abitativa, che non può prescindere dal rispetto delle regole, dalla tutela della sicurezza dei cittadini e dalla corretta gestione delle risorse pubbliche”, ha spiegato Cisint. “Ogni mese sul nostro territorio, oltre alla popolazione residente, permangono circa 3.000 persone non residenti. A questa situazione si sommano circa 280 foresterie, quasi tutte legate all’indotto di Fincantieri, che incidono sui servizi pubblici, sulla sicurezza e sul welfare”.

“Per questo abbiamo scelto, da anni, di potenziare i controlli sugli alloggi, rendendoli non solo documentali ma rigorosi e concreti, e di continuare a investire su videosorveglianza, rafforzamento dell’organico della Polizia locale e cooperazione tra uffici comunali, Questura e forze dell’ordine. Un’impostazione che, secondo il Comune, ha reso Monfalcone un modello nazionale nei controlli sulle residenze, e unico Comune in Italia ad aver sottoscritto un accordo operativo con la Questura, utile a conoscere tempestivamente chi arriva sul territorio”.

La stretta sui ricongiungimenti familiari

Le procedure adottate dal Comune hanno anticipato le modifiche introdotte dalla Legge 145/2024, riguardanti i ricongiungimenti familiari, introducendo criteri più stringenti su permanenza, alloggio e controlli.

“Abbiamo rilevato un vuoto normativo e lo abbiamo colmato con i fatti”, ha specificato Cisint. “Oggi l’Ufficio Anagrafe, prima di trasmettere la documentazione alla Questura, consulta l’Ufficio Urbanistica per verificare la capienza massima degli appartamenti e il numero di persone già ospitate; tali informazioni vengono riportate nel certificato di idoneità alloggiativa e trasmesse anche alla Polizia locale, che procede alle verifiche in loco. Così si garantisce un controllo puntuale e concreto, sia sul numero dei reali occupanti sia sulle condizioni in cui vivono”.

Secondo il Comune, le procedure che un tempo erano prassi locale sono diventate legge nazionale, con il certificato di idoneità alloggiativa che non è più un atto formale ma un elemento imprescindibile per la richiesta di ricongiungimento familiare.

Controlli e sanzioni nel 2025

Nel solo 2025 la Polizia locale ha effettuato controlli su 195 appartamenti, comminando 69 sanzioni per sovraffollamento, 40 sanzioni per omessa dichiarazione di ospitalità (da 1.000 euro ciascuna) e 4 sanzioni per cessione di fabbricato.

Sono state anche disposte 211 cancellazioni d’ufficio per soggetti formalmente residenti ma non più dimoranti sul territorio, evitando indebite percezioni di benefici e contributi pubblici. “Parliamo di centinaia di migliaia di euro sottratti indebitamente al welfare; risorse che devono invece andare a chi ne ha realmente bisogno”, ha sottolineato Cisint. “Individuiamo così anche i sovraffollamenti, che esistono quando le regole non vengono rispettate”.

I controlli sugli alloggi si basano su più fonti: circa un quinto deriva da segnalazioni di cittadini e amministratori di condominio, un 40% è legata alla verifica delle dichiarazioni di ospitalità, mentre il restante 40% riguarda le ispezioni dirette sulle residenze. Tutte le operazioni vengono condotte in applicazione di norme nazionali, tra cui la Legge 59/1978 e il Testo Unico sull’Immigrazione (286/2008), garantendo un quadro normativo chiaro e vincolante per l’attività di controllo.

Le nuove misure in arrivo

Da Monfalcone prende inoltre avvio una nuova stretta sui ricongiungimenti familiari, promossa dal sottosegretario Nicola Molteni e prevista in vigore nel 2026. Secondo quanto illustrato dal Comune, la proposta limita il ricongiungimento a coniuge e figli minori e prevede l’innalzamento della soglia di reddito IRPEF da circa 7.000 euro a 13.659,64 euro, con un aumento del 50% per ogni familiare aggiuntivo.

“Si tratta di una misura di equità, che consentirà a chi arriva di vivere in modo dignitoso e allo stesso tempo di distribuire correttamente le risorse del welfare, tutelando i cittadini e l’interesse nazionale”, ha concluso Cisint. Secondo il Comune, se questo modello venisse adottato da altri Comuni, molti dei problemi legati a sovraffollamenti, false residenze e uso improprio delle risorse pubbliche potrebbero essere drasticamente ridotti.