I pericoli dell’amianto spiegati con dei video dagli studenti di Monfalcone

Conclusa l’iniziativa del Consorzio culturale di Monfalcone.

Ora sono i più giovani a spiegare ai loro coetanei, e non solo, cosa sia stato e sia ancora l’uso dell’amianto nel territorio del basso isontino. Lo hanno fatto grazie al progetto “Te lo racconto io l’amianto”, l’iniziativa che il Consorzio Culturale del Monfalconese ha rivolto agli istituti superiori con il cofinanziamento di Aea Monfalcone.

Il percorso formativo, guidato da operatrici di Benkadì, partner del progetto, si è concluso per gli studenti della 4B liceo linguistico dell’Isis Buonarroti di Monfalcone con la produzione di 4 video, di cui due hanno debuttato in anteprima ieri, giovedì 13 maggio, al Festival della comunicazione scientifica Scienza under 18, quest’anno tutto online.

Il progetto degli studenti. 

In 3 minuti gli studenti hanno condensato, grazie a grafica, immagini e musica, la storia dell’impiego del minerale a Monfalcone, la fondamentale attività di studio dell’allora primario di Anatomia patologica Claudio Bianchi e la lotta degli esposti e dei famigliari delle vittime per vedere riconosciute le responsabilità di morti e patologie asbesto correlate. Altrettanti minuti vengono impiegati nel secondo video per illustrare quale sia stato l’utilizzo del minerale a livello mondiale, la normativa che l’ha messo al bando in Italia, i problemi ancora esistenti rispetto al tema dello smaltimento e quindi delle bonifiche.

Negli altri due lavori, di cui deve essere ultimato il montaggio e che saranno poi resi disponibili assieme ai primi due sui canali social del Ccm, il tema viene affrontato ancora a livello globale, ma anche con un focus sui Balcani realizzato dagli studenti in serbocroato. I video, su cui i ragazzi e le ragazze della 4Bll hanno lavorato in piena libertà, saranno quindi messi a disposizione della comunità nel corso di un evento pubblico a Monfalcone verso la fine di giugno.

Ha concluso il suo percorso raccogliendo invece le testimonianze di due voci significative la 5B liceo scientifico dell’Isis Buonarroti, pure coinvolta dal progetto del Ccm nel corso degli ultimi due anni scolastici. Formate da Benkadì sulle metodologie di raccolta della memoria orale, quattro studentesse della classe hanno intervistato il responsabile del Centro regionale unico amianto Paolo Barbina e l’ex aiuto del professor Bianchi e poi responsabile dell’Anatomia patologica dell’ospedale di Monfalcone Alessandro Brollo. Le testimonianze in forma audio e affiancate da una scheda informativa confluiranno quindi nell’Archivio della Memoria del Ccm.

Il lavoro del Consorzio.

L’impegno del Consorzio sul tema dell’amianto non si limita però al coinvolgimento dei più giovani. Con il Comune di Monfalcone, Lilt Isontina, Aea e una serie di esperti e agenzie esterne, il Ccm sta lavorando anche per la creazione nel Museo della Cantieristica di Monfalcone di uno spazio dedicato alla valorizzazione del Fondo Bianchi. Vale a dire all’insieme di documenti, di cui è depositario il Ccm, lasciato dalla famiglia dell’ex primario dell’Anatomia patologica dell’ospedale di Monfalcone che, con la sua attività, per primo lanciò l’allarme e sottolineò la portata dei danni provocati dall’esposizione all’amianto nel cantiere di Monfalcone e in altre realtà produttive.

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