L’aurora boreale nei cieli del Friuli ieri sera.
Spettacolo nei cieli del Nord Italia e anche del Friuli Venezia Giulia nella serata del 19 gennaio: una rara aurora boreale ha tinto di magia il cielo. Le spettacolari immagini sono state scattate da Alessandro Cervone a Reana del Rojale, e suscitano stupore e meraviglia per l’incredibile danza di luci rosse e sfumature verdi.
Il fenomeno, tecnicamente chiamato SAR (Stable Auroral Red arc), è stato causato da un’intensa tempesta geomagnetica originatasi nell’alta atmosfera terrestre. Sebbene le SAR si manifestino solitamente come archi luminosi rossi, in questa occasione il cielo ha regalato anche guizzi di verde, tipici delle aurore osservate a latitudini più elevate. Questa combinazione cromatica ha reso l’evento ancora più straordinario, poiché il rosso intenso si è mescolato a bagliori verdastri.
Questo il post di spiegazione del Centro Studi Astronomici Antares Trieste:
“Lo scorso 18 gennaio 2026, un potente brillamento solare di classe X2 ha scagliato una potente eruzione di plasma solare (particelle cariche come elettroni e protoni) verso la Terra alla velocità record di 1.660 km/s. In sole 25 ore, la nube di plasma ha impattato contro il pianeta: l’evento, iniziato nella serata del 19 gennaio, ha innescato una tempesta geomagnetica di classe G4/G5, rendendo visibile un’eccezionale aurora polare a basse latitudini
Al di sopra dell’orizzonte settentrionale, il cielo si è tinto dei colori dell’ossigeno atomico, che ha dipinto archi di un rosso profondo nelle zone più alte dell’atmosfera, oltre i 200 km, e vivide scie verde-acquamarina più in basso, tra i 100 e i 200 km.
La straordinaria intensità dell’evento ha probabilmente eccitato anche molecole di azoto e idrogeno, aggiungendo sfumature di blu e viola, tonalità estremamente rare che compaiono solo durante le tempeste solari più potenti: quello della scorsa notte è stato, a tutti gli effetti, uno spettacolo di luci e strutture solitamente precluso ai cieli italiani. Il fenomeno nasce dalla collisione tra particelle solari catturate convogliate nell’atmosfera dal campo magnetico nell’atmosfera, dove i gas, una volta eccitati, rilasciano l’energia accumulata sotto forma di luce.
Per velocità e intensità, l’evento del 2026 si colloca tra i più potenti dell’era moderna, richiamando notevoli eventi storici come quello di “Carrington” del 1859, la tempesta del 1989 e quella del maggio 2024, confermandosi come un raro e spettacolare esempio di connessione cosmica tra il Sole e la Terra”.
Le foto di Alessandro Cervone.







