Si è conclusa con un grande successo di pubblico la settima edizione di “Parole in vetta, musica in quota e sapori a valle”, il festival ideato, diretto e condotto dalla giornalista Monica Bertarelli che, dal 6 all’8 agosto, ha trasformato la suggestiva piazzetta Hoffe di Sappada in un luogo di incontro, confronto e riflessione.
Sono state quasi 1.200 le presenze complessive registrate nei tre appuntamenti con gli autori. Straordinaria, in particolare, la partecipazione all’incontro conclusivo con il giornalista e conduttore de “La Zanzara” Giuseppe Cruciani. Altrettanto significativa la risposta del pubblico agli incontri con Mauro e Marianna Corona e con Raffaella Cargnelutti, a testimonianza del valore e dell’interesse suscitato dagli ospiti chiamati a intervenire al festival.
“Radici che camminano, confini che uniscono”
L’edizione 2026, dedicata al tema “Radici che camminano. Confini che uniscono. Culture che crescono.”, ha mostrato come uno stesso argomento possa essere interpretato attraverso sensibilità, esperienze e punti di vista differenti, dando vita a un dialogo autentico e sempre rispettoso. Proprio il tema del confine è stato al centro dei diversi appuntamenti, affrontato dagli ospiti secondo prospettive profondamente diverse tra loro ma capaci di convivere all’interno dello stesso spazio di confronto.
Mauro Corona ha interpretato il confine come un limite spesso imposto dall’uomo, contrapponendovi il valore della libertà, dell’essenzialità e della consapevolezza della fragilità dell’esistenza. Più volte ha invitato il pubblico a riflettere sull’effimero e sul materialismo, ricordando come la ricchezza più grande non risieda necessariamente nei beni materiali, ma nelle relazioni, nella natura e nel tempo vissuto con autenticità.
Mauro e Marianna Corona tra montagna, libertà e natura
Accanto a Mauro Corona, Marianna Corona ha presentato il suo ultimo libro, “Rifugi per un tempo sospeso”, raccontando la montagna come luogo di ascolto, equilibrio e rinascita. Il suo intervento ha offerto una riflessione profonda sul rispetto dell’ambiente e sul valore di un rapporto consapevole con la natura, mettendo al centro la necessità di recuperare un legame più autentico con i luoghi e con ciò che li circonda.
Il pubblico ha accolto con grande affetto entrambi gli autori, confermando ancora una volta il legame speciale che unisce Mauro Corona a Sappada e riservando a Marianna un caloroso consenso per la sensibilità e l’autenticità del suo racconto. L’incontro ha così unito riflessioni personali, letteratura e montagna, in una serata capace di coinvolgere un pubblico numeroso e attento.
Raffaella Cargnelutti presenta il nuovo romanzo in anteprima nazionale
Grande partecipazione anche per l’incontro con Raffaella Cargnelutti, che ha scelto proprio “Parole in vetta” per presentare in anteprima nazionale il nuovo romanzo “La moglie del Cramar. Il ritratto di Maria”. Attraverso le vicende della protagonista e delle altre figure femminili raccontate nei suoi libri, la scrittrice ha riportato l’attenzione sui confini che nel corso della storia hanno segnato la Carnia e le sue comunità.
Una narrazione intensa, capace di riportare alla luce storie, identità e passaggi storici che hanno profondamente segnato il territorio e le persone che vi hanno vissuto. Il racconto ha conquistato non soltanto i tanti lettori friulani presenti, ma anche numerosi turisti provenienti da fuori regione, confermando il grande affetto che accompagna da sempre l’autrice e il forte interesse per una narrativa profondamente legata alla storia e all’identità del Friuli.
Il debutto di Giuseppe Cruciani a Sappada
Particolarmente atteso è stato anche il debutto a Sappada di Giuseppe Cruciani. Nel dialogo con Monica Bertarelli, il giornalista e conduttore radiofonico ha affrontato il tema del confine come elemento indispensabile per definire identità e convivenza civile. Cruciani ha ribadito con convinzione come, all’interno di una democrazia, la libertà di parola rappresenti un valore irrinunciabile e come il confronto tra opinioni diverse costituisca uno degli strumenti più importanti per costruire una società aperta e matura.
Ne è nato un dialogo vivace, seguito con grande attenzione dal pubblico e spesso interrotto dagli applausi. Anche in questo caso, il tema scelto per l’edizione 2026 del festival è stato affrontato attraverso una prospettiva personale e diversa rispetto a quelle proposte negli appuntamenti precedenti, contribuendo a rendere ancora più evidente il senso complessivo della manifestazione: creare uno spazio nel quale opinioni anche molto differenti possano essere espresse, ascoltate e messe a confronto.
Il rapporto tra autori e pubblico non si è esaurito con la conclusione degli incontri. Lunghe code hanno accompagnato i firmacopie di tutti e tre gli appuntamenti, con gli ospiti che si sono intrattenuti a lungo con i lettori. Ogni incontro si è così trasformato anche in un’occasione di dialogo personale, permettendo al pubblico di avvicinare direttamente gli autori, confrontarsi con loro e condividere impressioni, ricordi e riflessioni nate nel corso delle serate.
INCinema Outside e il cinema accessibile
Molto apprezzato anche il ritorno di INCinema Outside, il Festival del Cinema Accessibile ideato da Federico Spoletti. Il maltempo ha purtroppo costretto gli organizzatori ad annullare una delle due serate previste, ma la prima proiezione ha riscosso un notevole successo.
I cortometraggi proposti erano dedicati proprio al tema del confine nelle sue diverse declinazioni e hanno emozionato e commosso il pubblico presente. La serata ha dimostrato ancora una volta come il cinema possa rappresentare uno straordinario strumento di inclusione e riflessione, capace di affrontare temi complessi attraverso linguaggi immediati e accessibili. La presenza di INCinema Outside ha inoltre ampliato ulteriormente la proposta culturale del festival, affiancando alla parola scritta e al confronto con gli autori anche il linguaggio cinematografico.
Le degustazioni tra Montasio, gelato biologico e Gubana
Grande apprezzamento anche per le degustazioni gratuite offerte prima di ogni appuntamento. Il pubblico ha potuto assaporare il Montasio DOP, il gelato biologico della Latteria Slutn Hof e la Gubana della Nonna, eccellenze del territorio che hanno arricchito ulteriormente l’esperienza del festival.
Un elemento, quello gastronomico, che ha confermato il valore dell’unione tra cultura e sapori, due dimensioni che già nel titolo della manifestazione trovano un punto di incontro. Le degustazioni hanno rappresentato anche un momento conviviale prima dell’inizio degli appuntamenti, contribuendo a creare quell’atmosfera di incontro e partecipazione che ha caratterizzato l’intera settima edizione.
A introdurre le serate sono state le giovani Giorgia e Francesca Orlando, mentre l’accoglienza degli ospiti, il coordinamento delle degustazioni e l’organizzazione degli spazi sono stati curati con professionalità da Chiara Orlando. Un lavoro organizzativo che ha contribuito alla perfetta riuscita della manifestazione e alla gestione di un pubblico particolarmente numeroso in tutti gli appuntamenti.
Monica Bertarelli: “Il confronto non divide, ma arricchisce”
Soddisfazione per il risultato della settima edizione è stata espressa da Monica Bertarelli, ideatrice, direttrice artistica e conduttrice del festival. «Questa edizione mi rende particolarmente felice perché il tema che avevamo scelto è emerso con grande forza proprio grazie alle differenze di pensiero dei nostri ospiti», commenta Bertarelli.
«Mauro Corona, Raffaella Cargnelutti e Giuseppe Cruciani hanno proposto letture molto diverse del concetto di confine, dimostrando che visioni differenti possono convivere nel rispetto reciproco. Credo sia questo il messaggio più importante che il festival lascia: il confronto non divide, ma arricchisce».
La direttrice artistica ha poi sottolineato anche il valore storico e contemporaneo del tema scelto. «Anche la storia raccontata da Raffaella Cargnelutti ci ha ricordato quanto il tema dei confini sia delicato e attuale. Oggi più che mai abbiamo bisogno di ascoltare opinioni diverse dalle nostre, perché è proprio dall’ascolto che nasce una comunità più consapevole». Bertarelli ha infine ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione: «Ringrazio il pubblico, che ha risposto con una partecipazione straordinaria, gli ospiti e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questa edizione».
Enti e sostenitori del festival
La VII edizione di “Parole in vetta, musica in quota e sapori a valle” è stata realizzata con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Sappada e del Consorzio Sappada Dolomiti Turismo. La manifestazione è stata inoltre resa possibile grazie al contributo di CiviBank, Distillerie Nonino, Consorzio Tutela Formaggio Montasio DOP, Despar, Digas, Borgo al Sole, Latteria biologica Slutn Hof e Gubana della Nonna.

