Il prezzo della benzina torna a scendere in Fvg per la prima volta. La Slovenia mette un tetto agli aumenti

Il prezzo della benzina in Friuli Venezia Giulia.

Per la prima volta in tre mesi e mezzo torna a scendere il prezzo di benzina e gasolio in Friuli Venezia Giulia. Una lieve regressione dovuta al contraccolpo del prezzo del petrolio e all’annuncio del taglio delle accise da parte del governo. È di circa 5 centesimi la correzione in media che si può incontrare nei distributori per la benzina e di 7 per il diesel. Stando a Staffetta Quotidiana il prezzo medio alla pompa e di benzina al self service è a 2,185 euro/litro, diesel a 2,188 euro/litro. La benzina al servito a 2,288 euro/litro, diesel a 2,299 euro/litro. Un segnale di ottimismo dopo questi lunghi mesi di rincari, ma non ancora sufficiente e che non ha fermato nemmeno oggi la corsa al pieno oltre confine. Al distributore di Vencò si sono registrate, come al solito, code di un’ora per fare il pieno. Merito anche del prezzo calmierato del carburante deciso dal governo in Slovenia che ha fissato per 30 giorni la benzina a 1,503 euro/litro e il diesel a 1,541 euro/litro. Meno di quella che la si pagava negli ultimi giorni.

L’interrogazione al governo.

Una scelta che secondo Sandra Savino, deputata e coordinatrice di Forza Italia “aumenterà ancora di più” il divario nei prezzi con il Friuli, “mettendo in ginocchio i gestori delle aree di servizio e causando un danno alle casse dello Stato in termini di minor gettito IVA”. “Una situazione non più sostenibile”, afferma ancora la parlamentare, che annuncia la volontà di presentare “a breve un’interrogazione per chiedere al governo di adottare la medesima misura varata dal governo sloveno”. “Il Governo italiano deve prendere atto dell’eccezionalità della situazione in FVG e assumere provvedimenti ulteriori. Bene lo sconto di 15 centesimi a livello nazionale, ma qui serve ben altro per fermare il turismo del pieno”, conclude Savino.

Sul tema interviene anche la presidente del gruppo Pd alla Camera, Debora Serracchiani: “Il governo valuti l’introduzione di un tetto massimo dei prezzi petroliferi così come deciso, ad esempio, in Slovenia a partire da oggi e per la durata di un mese. Le evidenti difficoltà che stanno incontrando le famiglie e intere filiere produttive per l’insopportabile aumento dei carburanti di questi giorni, richiedono misure urgenti e significative che agiscano parallelamente all’accertamento delle responsabilità di ingiustificati rincari”.

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