Udine, pronti 39 appartamenti Ater in via Eritrea: “Frutto di una rigenerazione condivisa”

A Udine la rigenerazione urbana non riguarda soltanto edifici e cantieri, ma punta a ricostruire relazioni e spazi di comunità. In via Eritrea è stato presentato il nuovo complesso residenziale Ater da 39 appartamenti, protagonista dell’iniziativa “Rigenerare case, restituire comunità. Via Eritrea tra sostenibilità e memoria condivisa”, organizzata nell’ambito del Festival nazionale dello Sviluppo Sostenibile.

La giornata ha aperto le porte ai cittadini, che hanno potuto visitare gli appartamenti – tra monocamere, bicamere e tricamere – e conoscere da vicino il progetto che ha trasformato l’area.

Una rigenerazione che conserva la memoria del quartiere

Il progetto ha scelto di mantenere un legame con la storia del luogo attraverso elementi simbolici. Tra questi una scacchiera all’aperto realizzata recuperando la piattaforma della gru del cantiere e i pezzi costruiti con il legno delle vecchie recinzioni, oltre a un antico roseto che è stato salvato, conservato e successivamente ripiantumato. Gli ex residenti, se lo vorranno, potranno tornare a vivere negli alloggi rinnovati, trovando spazi modernizzati e una qualità abitativa migliorata.

Colosetti: “Restituiamo spazi in cui gli abitanti siano protagonisti”

La presidente di Ater Udine, Vanessa Colosetti, ha sottolineato il valore collettivo del progetto. “Ci troviamo in una nuova iniziativa di Ater che vede coinvolta una grande rete di realtà: l’azienda, il Comune di Udine, numerose associazioni, le scuole, dalla primaria agli istituti tecnici della città”.

“Oggi restituiamo, dopo una rigenerazione infrastrutturale, i nuovi alloggi realizzati attraverso il coinvolgimento degli attori sociali, delle scuole e delle associazioni, per crescere insieme, avere una visione partecipata dell’abitare e rispondere alle nuove esigenze della sostenibilità“.

Secondo Colosetti il progetto non riguarda soltanto gli edifici. “L’obiettivo è restituire spazi curati, in cui gli stessi abitanti siano protagonisti di questa cura. Si pensi al roseto, che non è andato perduto durante i lunghi lavori di recupero degli immobili e che oggi è nuovamente piantumato: è una continuità tra passato e futuro”.

Dal cantiere a uno spazio condiviso

Nel cortile del complesso si è svolta una passeggiata narrativa articolata in diverse tappe dedicate a memoria, inclusione sociale e sostenibilità, coinvolgendo residenti, scuole, associazioni e realtà del quartiere. Particolare spazio è stato dato ai più giovani, con l’installazione permanente dei disegni realizzati dagli alunni della scuola primaria San Domenico nei vani scala degli edifici.

Il direttore di Ater Udine, Lorenzo Puzzi, ha spiegato il significato delle scelte progettuali. “Restituiamo tutto quello che è stato fatto insieme agli altri soggetti e che dà valore a queste case: sono case, ma diventano molto di più, quando entrano in un percorso partecipato. La scelta delle soluzioni, il colore delle facciate, la progettazione del giardino sono stati condivisi in assemblea pubblica”.

Puzzi ha poi raccontato la nascita della scacchiera ricavata dal cantiere. “La scacchiera nasce dall’invasamento della gru, che è stato recuperato. I pezzi degli scacchi consegnati oggi sono stati realizzati recuperando le recinzioni di cantiere, tagliati dall’ISIS Malignani e pitturati da un’altra realtà del quartiere“.

Arriva la certificazione CasaClima in classe A

Nel corso dell’incontro APE FVG ha consegnato ad Ater Udine la certificazione energetica dell’intero complesso, che ha ottenuto la classe A CasaClima. Un riconoscimento che conferma l’attenzione dedicata all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale del progetto.

L’assessore comunale alla Pianificazione territoriale Andrea Zini ha evidenziato il valore della collaborazione tra enti per dare risposta alle esigenze abitative. “Accanto alla rigenerazione fatta di muri c’è la rigenerazione sociale: per noi è fondamentale il ruolo del Consiglio di quartiere, per interloquire con le persone e co-progettare una nuova socialità”.

Il quartiere: “Qui si costruisce una sostenibilità concreta”

Anche il Consiglio di Quartiere Partecipato ha evidenziato il significato del progetto. “Come consiglio di quartiere abbiamo atteso questo momento e lo abbiamo accompagnato perché vediamo qui una sostenibilità sociale concreta” ha dichiarato la coordinatrice Amalfia Rizzi.

Un messaggio condiviso anche dalla dirigente scolastica dell’ISIS Malignani, Maria Elisabetta Giannuzzi:Qui si respira un senso di comunità ed è questo il senso della sostenibilità: una comunità che crea insieme una rete di rapporti, si sostiene a vicenda e costruisce il futuro”.