La Coppa del Mondo Under 20 di scherma di Udine diventa un modello anche fuori dalle pedane. All’Hotel Astoria è stato presentato il percorso che ha portato la manifestazione a ottenere la certificazione ISO 20121, lo standard internazionale dedicato alla gestione sostenibile degli eventi.
Un riconoscimento importante per una competizione che da vent’anni porta in Friuli Venezia Giulia giovani atlete da tutto il mondo e che oggi aggiunge alla dimensione sportiva anche quella ambientale, sociale ed economica. L’incontro ha riunito istituzioni, organizzatori, partner e l’ente certificatore CSQA, che ha verificato il lavoro svolto dal Comitato Organizzatore Locale.
Il percorso verso la certificazione ISO 20121
A fare gli onori di casa è stato Paolo Menis, presidente del Comitato Organizzatore, che ha ricordato il valore di una manifestazione cresciuta nel tempo e ormai diventata un appuntamento di riferimento nel circuito internazionale giovanile.
«Per noi è un orgoglio ospitare da vent’anni in Friuli Venezia Giulia un evento così importante – ha sottolineato Menis –. In questi anni abbiamo sempre cercato di spostare l’asticella più in su e proprio questo spirito ci ha spinti a intraprendere il percorso che ci porta oggi a ufficializzare la certificazione ISO 20121».
La certificazione rappresenta il risultato di un lavoro costruito negli anni, basato sull’adozione di procedure orientate al miglioramento continuo, alla misurazione degli impatti e al coinvolgimento degli stakeholder. Un percorso che non riguarda soltanto l’organizzazione dell’evento, ma anche il modo in cui la manifestazione dialoga con il territorio.
Anzil: “Un modello da seguire anche per altre realtà”
Alla presentazione è intervenuto anche il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia e assessore alla Cultura e allo Sport, Mario Anzil, che ha definito il riconoscimento «una bella notizia» non solo per la scherma, ma per l’intera regione. «La Regione è vicina agli eventi che sanno cogliere nuove sfide e che riescono a coniugare sport, partecipazione giovanile, attenzione all’ambiente e promozione del territorio – ha evidenziato Anzil –. L’auspicio è che questa esperienza possa diventare un modello da seguire anche per altre realtà».
Mara Navarria: “Udine è tra gli appuntamenti più apprezzati”
Sul valore sportivo e internazionale della competizione si è soffermata Mara Navarria, campionessa olimpica, vicepresidente del CONI Friuli Venezia Giulia e madrina della manifestazione.
«L’appuntamento di Udine è tra i più apprezzati del circuito mondiale e in vent’anni sulle sue pedane sono passati tanti talenti destinati a grandi carriere – ha detto Navarria –. La certificazione ottenuta oggi rende questa manifestazione un esempio concreto da osservare e replicare».
La Coppa del Mondo Under 20, anche nell’edizione del gennaio 2026, ha confermato numeri di grande rilievo: 369 atlete provenienti da 39 Paesi, oltre cinquecento presenze accreditate e una ricaduta significativa sul territorio. Oltre l’80 per cento della spesa organizzativa è stata destinata a fornitori del Friuli Venezia Giulia, confermando il legame tra evento sportivo ed economia locale.
Meno plastica, più riuso e raccolta differenziata al 92%
Nel corso dell’incontro è stato illustrato anche il report finale del percorso di sostenibilità. Sul piano ambientale, la manifestazione ha lavorato sulla riduzione della plastica monouso, sul riutilizzo dei materiali impiegati negli allestimenti, sulla promozione della mobilità condivisa e su una gestione più attenta dei rifiuti.
Uno dei dati più significativi riguarda la raccolta differenziata, che ha raggiunto il 92 per cento dei rifiuti prodotti durante l’evento. Un risultato che conferma l’impostazione concreta del progetto e la volontà di trasformare la sostenibilità in azioni misurabili.
A spiegare il valore della certificazione è stato Marco Omodei Salé di CSQA. «Il nostro compito è verificare che gli impegni dichiarati vengano effettivamente tradotti in azioni. Il risultato raggiunto certifica questo percorso. Ma la giornata di oggi non rappresenta un punto di arrivo, perché questo è un processo continuo che mette al centro le persone e punta a rendere gli eventi sempre più inclusivi».
Sport, formazione e inclusione
Il percorso ISO 20121 ha valorizzato anche gli aspetti sociali della manifestazione. La Coppa del Mondo ha coinvolto volontari e studenti in percorsi formativi, trasformando l’evento in un’occasione di crescita e partecipazione.
Tra gli elementi più significativi anche l’ospitalità del primo incontro nazionale del progetto Nastro Rosa, dedicato alle donne operate al seno che utilizzano la scherma come strumento di recupero, benessere e inclusione.
L’obiettivo, ora, è consolidare il sistema introdotto con la certificazione e mettere l’esperienza maturata a Udine a disposizione del movimento schermistico e di altre realtà sportive. La Coppa del Mondo Under 20 di scherma punta così a diventare non solo una vetrina internazionale per i giovani talenti, ma anche un riferimento per l’organizzazione di eventi sempre più sostenibili.
