Dall’orso al lupo, dalla lince alla lontra, fino agli ungulati, ai rapaci e alle specie legate agli ambienti acquatici. L’Università di Udine propone un nuovo master dedicato alla gestione, alla conservazione e alla cura della fauna selvatica e alle interazioni con le attività umane.
Il percorso, organizzato dal Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali e diretto da Stefano Filacorda, inizierà a novembre e avrà la durata di un anno. Sono disponibili 25 posti e le domande di ammissione dovranno essere presentate entro le 12 del 1° ottobre.
Il master è rivolto ai laureati magistrali e prevede 304 ore di didattica, organizzate in orario serale e nel fine settimana, con circa metà delle attività online, oltre a 400 ore di stage.
Dal monitoraggio sul campo alla gestione dei conflitti
L’obiettivo è formare professionisti capaci di affrontare la presenza della fauna selvatica sul territorio mettendo insieme competenze ecologiche, veterinarie e gestionali. Tra gli argomenti del corso ci saranno la conservazione e il monitoraggio delle specie, la raccolta e l’analisi dei dati faunistici e la gestione delle situazioni di conflitto tra animali selvatici e attività umane.
Una parte della formazione sarà dedicata alle tecniche di rilevamento, sia invasive sia non invasive. Tra le prime rientrano i metodi di cattura, marcatura e applicazione di radio-collari satellitari; tra le seconde il campionamento di materiale biologico, le osservazioni dirette, il fototrappolaggio, il monitoraggio acustico passivo e lo snow tracking.
I partecipanti acquisiranno inoltre competenze nella gestione e nell’analisi dei dati, comprese le metodologie statistiche e di modellizzazione utilizzate per la gestione delle specie a livello regionale, nazionale e transnazionale.
Danni, prevenzione e conservazione
Il master affronterà anche il rapporto tra fauna selvatica e sistemi agricoli, forestali e zootecnici, analizzando il loro ruolo nella tutela della biodiversità e le possibili misure per ridurre la vulnerabilità alle interazioni con gli animali selvatici.
Spazio quindi alla valutazione dei danni provocati dalla fauna, alle tecniche di prevenzione e mitigazione e alla gestione delle popolazioni. Il percorso prenderà in esame anche i progetti di conservazione della natura basati sul coinvolgimento delle comunità locali, la gestione dei conflitti e il rapporto con i diversi portatori di interesse.
Un’altra area della formazione riguarderà la gestione sanitaria della fauna selvatica. Saranno affrontati il pronto soccorso, la gestione degli animali in cattività a fini riabilitativi e le emergenze sanitarie, insieme ai principi di benessere animale e agli aspetti etici legati alla gestione degli individui selvatici. Il programma comprende anche le indagini di carattere forense sulla fauna selvatica.
A chi è rivolto il master
Il corso si rivolge a tecnici ed esperti che operano o intendono operare nel monitoraggio, nella gestione e nella conservazione della fauna selvatica, nella gestione sostenibile delle aree naturali e seminaturali e nelle situazioni di rischio e conflitto con gli animali selvatici.
Tra i destinatari anche chi lavora su progetti di conservazione e gestione della fauna a livello locale, nazionale ed europeo, oltre a veterinari e assistenti veterinari interessati alla gestione, al monitoraggio e alla cura degli animali selvatici.

