Sospeso l’iter per il parco fotovoltaico di Udine Sud.
Si ferma, almeno per il momento, l’iter per la realizzazione del parco fotovoltaico previsto a Udine Sud, nell’area compresa tra via dei Tre Galli e via del Partidôr. La Conferenza dei servizi ha infatti rilevato una serie di carenze nella documentazione presentata, che allo stato attuale non consentono al procedimento di proseguire.
Il soggetto proponente avrà ora dieci giorni di tempo per integrare gli atti richiesti. Qualora le integrazioni non venissero presentate, resterà comunque la possibilità di avviare successivamente una nuova Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), corredata da tutta la documentazione prevista dalla normativa.
Tra gli elementi ancora da completare figura anche il programma delle compensazioni territoriali a favore del Comune, legato al valore economico della produzione energetica prevista durante la vita utile dell’impianto.
La procedura
L’amministrazione comunale ha precisato che, nel caso degli impianti fotovoltaici realizzati su aree private, i margini di intervento degli enti locali sono definiti dalla normativa nazionale ed europea. La produzione di energia da fonti rinnovabili viene infatti considerata di interesse pubblico prevalente, mentre lo sviluppo del fotovoltaico rientra tra gli strumenti individuati per raggiungere gli obiettivi di transizione energetica e decarbonizzazione.
Per gli interventi sottoposti a PAS, che riguardano impianti di dimensioni comunque limitate, il Comune svolge principalmente un’attività di verifica, controllo e sorveglianza. Gli uffici sono chiamati ad accertare che il progetto e gli atti depositati rispettino i requisiti stabiliti dalle norme e dagli strumenti urbanistici vigenti.
Quando un progetto su area privata rispetta tutti i requisiti previsti dalla legge, il Comune non dispone quindi di strumenti per impedirne o limitarne la realizzazione. L’attività dell’ente si concentra invece sul controllo della documentazione, sul rispetto delle prescrizioni e sulle ricadute che il progetto può produrre sul territorio.
Particolare attenzione viene riservata proprio alle misure compensative, considerate uno degli aspetti sui quali l’amministrazione può incidere affinché la realizzazione dell’impianto produca anche benefici per la comunità interessata.
Gli aspetti ambientali e paesaggistici vengono invece esaminati, secondo le rispettive competenze, anche dagli enti sovracomunali coinvolti nel procedimento, tra cui Regione e Soprintendenza.
La Conferenza dei servizi e il precedente di Paderno
La convocazione della Conferenza dei servizi nell’ambito di una PAS non è obbligatoria, ma resta una facoltà degli uffici. Nel caso dell’impianto previsto a Udine Sud è stato deciso di attivarla, coinvolgendo gli enti competenti e raccogliendo le relative osservazioni e richieste di integrazione.
Diversa era stata invece la procedura seguita per il precedente impianto di Paderno. In quel caso gli uffici tecnici avevano scelto di non convocare la Conferenza dei servizi, proprio perché facoltativa. Il progetto era stato inoltre valutato sulla base di un quadro normativo differente rispetto a quello attualmente in vigore. Per il progetto di Udine Sud, dunque, l’iter resta al momento sospeso. Il passaggio successivo dipenderà dalla presentazione, entro i termini previsti, delle integrazioni documentali richieste e dalla successiva verifica da parte degli enti coinvolti.

