Questa mattina il Comune di Udine ha posato le prime quattro delle otto pietre d’inciampo dedicate a cittadini arrestati in città, deportati e imprigionati nei campi di lavoro e di sterminio nazisti con la complicità del regime fascista. Un’iniziativa di valore civile e storico, promossa dal Comune di Udine, in collaborazione con ANPI, APO e ANED, che si pone l’obiettivo di “riportare a casa” uomini strappati alle loro famiglie, ai loro affetti e alla loro quotidianità, restituendo a questi uomini, mai tornati a casa, la loro dignità.
Le quattro pietre posate oggi, sulla scia dell’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig, ricordano altrettante vittime della repressione nazifascista al tempo dell’occupazione della città, uomini deportati nei campi di concentramento e sterminio e mai tornati a casa. Oggi Udine ha ricordato Giulio Rizzi in via Milano 79 nel quartiere dei Rizzi, Mario Cozzi in via Mondovì 6 a Paderno, Aldo Bernoni in viale Trieste 133 e Amedeo De Nicola in via del Bon 10, tappa quest’ultima che ha visto la presenza anche dell’Assessore Andrea Zini. I loro nomi tornano ora simbolicamente davanti alle abitazioni dove furono prelevati, inserendosi nel tessuto urbano come monito permanente contro l’indifferenza e l’oblio, in memoria della Shoah.
Alle cerimonie, insieme all’Assessore alla Cultura Federico Pirone, alla presidente dell’ANPI Udine Antonella Lestani, dell’APO Udine Roberto Volpetti, e dell’ANED Marco Balestra, che hanno presentato e scandito la mattinata, ha preso parte una nutrita rappresentanza delle scuole udinesi primarie e secondarie, della consulta provinciale degli studenti e del consiglio comunale dei ragazzi di Udine, insieme ai familiari dei deportati. Erano presenti infatti il nipote di Giulio Rizzi, la figlia di Mario Cozzi e il figlio di Aldo Bernoni. Con loro e con tutti i presenti le studentesse e gli studenti udinesi – diverse centinaia i giovani coinvolti – hanno condiviso i lavori e gli approfondimenti in classe sulla vita dei cittadini deportati.
“Oggi abbiamo partecipato con profonda emozione alla deposizione delle quattro pietre d’inciampo, collocate in quattro luoghi diversi della città. Un percorso di memoria diffuso, un patrimonio comune dell’Europa perché raccontano una Resistenza che ha visto mobilitate persone appartenenti a Stati diversi, accomunate dalla stessa sorte di persecuzioni, aggressioni e privazioni dei diritti”, sono state le parole dell’Assessore Pirone “Udine ha pagato un prezzo altissimo, ed è per questo che è Medaglia d’Oro al Valore Militare per tutto il Friuli. Il coraggio di chi si è sacrificato ci ricorda quanto sia stato ingiusto e devastante il modo in cui il fascismo è diventato regime e dittatura, rendendo il popolo italiano la sua prima vittima. Persone come Giulio Rizzi, Mario Cozzi, Aldo Bernoni, Amedeo De Nicola hanno sacrificato la propria libertà, per restituirci un Paese libero e democratico, fondato su una Costituzione che garantisce diritti e libertà a tutte e a tutti. Questo patrimonio non è scontato e oggi è nuovamente messo alla prova. Viviamo in un tempo in cui il pericolo delle autocrazie è reale”, ha detto. “Una ‘grande democrazia’ come l’America il cui Presidente pone come unico limite alle proprie azioni la propria morale non è accettabile. La storia non si ripete come farsa, ma come tragedia, e l’aumento della spesa militare in Europa e nel mondo, è un segnale che deve interrogarci profondamente. Per questo dobbiamo essere sentinelle contro il male: riconoscerlo, vigilare, nominarlo. Meglio dire una parola in più che lasciarsi scivolare le cose addosso. Dobbiamo trasformare la rabbia non in violenza ma in un senso di giustizia e in una proposta per il futuro, costruendo una comunità fondata su un autentico senso democratico. In questo è essenziale passare il testimone ai ragazzi. Spesso noi adulti non riusciamo a essere all’altezza e carichiamo le nuove generazioni delle nostre paure; eppure i ragazzi dimostrano di saper esprimere meglio di noi uno sguardo positivo, aperto, capace di futuro. Investire su di loro significa investire nei valori della democrazia e del domani”.
L’iniziativa rientra nel più ampio percorso di impegno del Comune di Udine sul Giorno della Memoria e sulla Shoah, in collaborazione con le scuole e le associazioni che da anni operano sul territorio per la trasmissione della memoria della deportazione e della Resistenza. Per la mattinata di domani è prevista la posa delle restanti 4 pietre d’inciampo.
Le storie dei deportati ricordati oggi
Giulio Rizzi
Nato a Brescia nel 1918 e residente a Udine, Giulio Rizzi fu muratore e partigiano combattente della Divisione Garibaldi. Arrestato il 26 gennaio 1945 dalla polizia di sicurezza delle SS, fu deportato nel campo di concentramento di Mauthausen e successivamente nel sottocampo di Amstetten, dove i prigionieri venivano impiegati nello sgombero delle macerie ferroviarie dopo i bombardamenti alleati. Liberato alla fine del conflitto, morì pochi mesi dopo, il 19 luglio 1945, all’ospedale di Bolzano, a causa delle gravissime condizioni di salute provocate dalla deportazione. È sepolto a Udine.
Mario Cozzi
Nato a Udine nel 1902, fornaio e portalettere, Mario Cozzi aderì giovanissimo al Partito Comunista clandestino e, dopo l’8 settembre 1943, ai Gruppi di Azione Patriottica delle Divisioni Garibaldi con il nome di battaglia “Otello”. Arrestato più volte, fu deportato definitivamente nel febbraio 1945 al campo di Mauthausen come prigioniero politico. Trasferito nel sottocampo di Amstetten, vi morì nel marzo 1945, stremato dalle condizioni di lavoro forzato e dalla fame. Il suo corpo non fu mai recuperato.
Aldo Bernoni
Ufficiale del Regio Esercito, nato a Roma nel 1913 e residente a Udine, Aldo Bernoni non giurò fedeltà alla Repubblica Sociale Italiana e aderì alla Divisione partigiana Osoppo-Friuli. Arrestato nell’agosto 1944, fu deportato a Dachau, quindi a Natzweiler e infine nel sottocampo di Gröditz, collegato al campo di Flossenbürg. Qui venne assassinato il 17 aprile 1945, all’alba dell’evacuazione del campo, insieme ad altri prigionieri ritenuti non idonei alla marcia della morte. Il suo corpo fu sepolto in una fossa comune e non venne mai restituito alla famiglia.
Amedeo De Nicola
Nato a Napoli nel 1899, ufficiale del Regio Esercito, Amedeo De Nicola si trasferì a Udine negli anni Trenta. Dopo l’8 settembre 1943 rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e prese parte alla Resistenza nelle file della Divisione Osoppo-Friuli. Arrestato dalla polizia nazista, fu deportato nei campi di concentramento tedeschi e successivamente trasferito nel sottocampo di Gröditz, dove condivise la sorte di altri ufficiali e partigiani friulani. Morì in deportazione nel 1945, vittima dello sterminio attraverso il lavoro e delle esecuzioni di massa durante le evacuazioni finali dei campi.
Gli appuntamenti di domani
Domani, giovedì 29 gennaio si terrà la posa delle restanti pietre d’inciampo nelle vie della città. Anche il programma di domani prevede un’intensa mattinata con quattro tappe condite da discorsi istituzionali, interventi delle scuole e posa delle pietre di fronte all’ultima abitazione dei cittadini prima di essere prelevati e deportati. Ecco gli orari di domani:
ORE 9:00 – VIA PLANIS 14 – COLAONI BEPPINO
ORE 10:00 – VIA DI MEZZO 45 – DEL PIERO UMBERTO
Ore 11:00 – Via Villalta 20 – LODOLO GIOVANNI
ORE 12:00 – VICOLO DELLA BANCA 2 – MAGGIO GIUSEPPE




