Prostituzione minorile, assolto l’ex dirigente della Questura di Udine

Giovanni Belmonte assolto in appello perché il fatto non sussiste

La Corte d’appello di Trieste ha assolto dall’accusa di prostituzione minorile Giovanni Belmonte, ex dirigente della Questura di Udine e attualmente in servizio a Treviso. La decisione ha ribaltato la sentenza di primo grado, con la formula “perché il fatto non sussiste”.

In primo grado, davanti al Tribunale di Udine, Belmonte era stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena, e al pagamento di una multa di 2mila euro.

L’inchiesta partita da Bologna

La vicenda giudiziaria era iniziata nell’ambito di un’altra indagine, avviata a Bologna per lo stesso reato e successivamente archiviata, dopo che era stato accertato uno scambio di persona ai danni dell’ex dirigente della Questura udinese.

Dal sequestro dei telefoni cellulari del poliziotto era però emersa una conversazione composta da oltre 7mila messaggi. Secondo l’ipotesi della Procura di Udine, le chat avrebbero contenuto elementi relativi allo sfruttamento di una giovane, all’epoca minorenne, in cambio di denaro e regali.

La ragazza aveva negato gli abusi

Durante il processo di primo grado, la giovane aveva tuttavia negato di aver subito abusi, Alla luce delle dichiarazioni rese in aula, lo stesso pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione dell’imputato. Il Tribunale di Udine aveva comunque pronunciato una sentenza di condanna. La decisione è stata ora ribaltata dai giudici della Corte d’appello di Trieste, che hanno assolto Belmonte stabilendo che il fatto contestato non sussiste.