Ritardi nei pagamenti a Udine, il Comune: “Soluzione temporanea”. FdI: “La giusta retribuzione è un diritto”

Botta e risposta tra Comune e Opposizione dopo i ritardi nei pagamenti della polizia locale di Udine.

La vicenda dei ritardi nei pagamenti e della riduzione delle indennità al personale comunale, con particolare riferimento alla Polizia Locale, continua a far discutere e ad alimentare il confronto politico in città.

Dopo la denuncia della UIL FPL, che ha puntato il dito contro l’Amministrazione comunale per la mancata liquidazione delle somme legate al progetto di potenziamento dei controlli in Borgo Stazione e per la decisione di ricondurre le indennità ai minimi contrattuali, arrivano ora le reazioni ufficiali di Palazzo D’Aronco e della minoranza consiliare.

Il Comune di Udine difende la delibera approvata dalla Giunta definendola una misura temporanea e cautelativa, adottata in una fase di transizione contrattuale per garantire comunque un riconoscimento economico ai dipendenti. Di segno opposto le critiche dell’opposizione, che parla di una decisione ingiusta e penalizzante per i lavoratori, accusando la Giunta di scaricare sui dipendenti comunali il peso dei ritardi amministrativi e della mancata chiusura della contrattazione decentrata.

Il Comune: “Soluzione temporanea”.

In relazione alla recente delibera approvata dalla Giunta comunale in materia di indennità connesse a condizioni di lavoro che comportano particolare disagio o rischio, il Comune di Udine ritiene opportuno fornire un chiarimento puntuale sul significato e sulle finalità del provvedimento adottato.

La delibera rappresenta una soluzione temporanea e di carattere esclusivamente cautelativo, pensata per tutelare i dipendenti in una fase di passaggio particolarmente delicata, determinata dalla scadenza del Contratto Collettivo Decentrato Integrativo e dall’avvio del percorso di definizione del nuovo CCDI.

Così l’assessore alle Risorse Umane: “In assenza di un contratto integrativo vigente, la normativa consente infatti di erogare esclusivamente i trattamenti fissi o quelli disciplinati direttamente dal contratto collettivo regionale, mentre tutte le componenti variabili del trattamento economico, comprese le indennità legate alle condizioni di lavoro, possono essere riconosciute solo a seguito di contrattazione integrativa. Senza un intervento tecnico di questo tipo, non sarebbe stato possibile procedere ad alcuna erogazione”.

“Proprio per evitare che i lavoratori restassero privi di qualsiasi riconoscimento economico, l’Amministrazione ha scelto di garantire nell’immediato il trattamento minimo previsto dalla normativa, consentendo l’erogazione delle indennità nella misura minima anziché sospenderle completamente – dichiara ancora Andrea Zini –. “Si tratta di una modalità adottata per la prima volta, diversa da quanto avvenuto in precedenza, quando in situazioni analoghe le indennità erano rimaste sospese. Abbiamo ritenuto doveroso intervenire in questa fase di transizione per tutelare i dipendenti e salvaguardare le tutele minime connesse a ruoli che comportano condizioni di lavoro particolarmente impegnative. È una scelta prudenziale e temporanea, assunta nell’esclusivo interesse dei lavoratori».

L’Amministrazione ribadisce con chiarezza che la decisione assunta non è definitiva e non anticipa né limita in alcun modo la contrattazione integrativa, che resta l’unico ambito in cui verranno definiti gli importi completi delle indennità e i criteri puntuali di attribuzione. “La trattativa – prosegue Zini – definirà le misure massime delle indennità e avrà efficacia retroattiva, andando a integrare quanto eventualmente già erogato”.

Per accelerare questo percorso, il Comune di Udine intende procedere con tempi certi e ravvicinati. La determina di costituzione del fondo verrà adottata nei prossimi giorni e il tavolo di contrattazione sarà convocato entro breve, con l’obiettivo di giungere a una definizione condivisa del nuovo CCDI entro il 31 dicembre. L’Amministrazione comunale ritiene inoltre opportuno chiarire che, per quanto riguarda la produttività degli agenti di Polizia Locale legata al potenziamento dei controlli nell’area di Borgo Stazione, non vi è alcuna sospensione né perdita delle somme maturate. Tale quota di produttività verrà infatti regolarmente riconosciuta ed erogata insieme alla produttività ordinaria, secondo le consuete modalità previste.

Soramel: “Sicurezza e giusta retribuzione sono diritti”.

Dura la presa di posizione di di Fratelli d’Italia Udine, con Ester Soramel che attacca direttamente la Giunta.

“Le giornate di team building e gli eventi promozionali non bastano a far dimenticare le inadempienze contrattuali – afferma Soramel – perché la sicurezza sul lavoro e la giusta retribuzione non sono fringe benefit, ma diritti”. Secondo la consigliera, la Polizia Locale è stata negli anni caricata di sempre maggiori funzioni, anche per rispondere alle legittime richieste di sicurezza dei cittadini, e ha quindi diritto al pieno riconoscimento economico degli straordinari.

La delibera che riduce le indennità ai minimi contrattuali viene definita “ingiusta e forse addirittura illegittima”, oltre che segno di “ingratitudine” verso il personale, aggravata – sottolinea l’opposizione – dal mancato pagamento di oltre 40 mila euro legati alle operazioni di controllo in Borgo Stazione. “Mentre il Governo aumenta le buste paga delle Forze dell’Ordine – conclude Soramel – il Comune riduce quelle dei suoi agenti. Evidentemente per il centrosinistra non sono una priorità né la sicurezza dei cittadini né quella di chi è chiamato a garantirla”.