Tara Dragaš non ammessa alla maturità dopo gli Europei: pesa un 4 in Discipline Sportive

È rientrata dagli Europei di ginnastica ritmica di Varna con un settimo posto continentale nella finale alla palla e con l’orgoglio di aver rappresentato l’Italia in una delle competizioni più importanti della stagione. Ma, proprio mentre era impegnata in pedana con la maglia azzurra, per Tara Dragaš è arrivata una notizia inattesa e dolorosa: la ginnasta delle Fiamme Oro e dell’Asu Udine non sarà ammessa quest’anno all’esame di maturità.

Una decisione che ha immediatamente acceso il dibattito, non solo per il profilo sportivo dell’atleta, considerata tra i talenti più importanti della ginnastica ritmica italiana, ma anche per il motivo che avrebbe inciso sul verdetto finale. Tra gli elementi che avrebbero compromesso l’ammissione ci sarebbe infatti un 4 in Discipline Sportive. A rendere il caso ancora più discusso è proprio un 4 in Discipline Sportive, indicato dalla stessa atleta come uno dei fattori che avrebbero pesato sulla mancata ammissione.

Le parole di Tara Dragaš

La ginnasta ha espresso la sua amarezza attraverso una story pubblicata su Instagram, spiegando di aver ricevuto la notizia mentre era impegnata a rappresentare l’Italia agli Europei. Ancora più doloroso, per lei, il fatto che la decisione sia stata condizionata anche da un’insufficienza proprio nella disciplina che dovrebbe valorizzare il percorso degli studenti sportivi.

“Mentre questa settimana ero impegnata a rappresentare l’Italia ai Campionati Europei, ho ricevuto una notizia che non avrei mai voluto ricevere: quest’anno non sarò ammessa agli esami di maturità”.

Fa male, soprattutto dopo aver cercato per anni di conciliare sport e scuola con il massimo impegno. Ancora di più se si pensa che la mia ammissione è stata compromessa anche da un 4 in Discipline Sportive, la materia che più di tutte dovrebbe valorizzare il percorso di chi dedica la propria vita allo sport.

Purtroppo, negli ultimi mesi, non ho trovato il sostegno, l’organizzazione e la preparazione che mi sarei aspettata da parte dell’Istituto Volta di Udine in vista di un traguardo così importante.

Non scrivo queste parole con rabbia, ma con amarezza. Lo sport, però, mi ha insegnato che una sconfitta non è mai la fine del percorso.

L’anno prossimo concluderò la quinta, affronterò la maturità e inizierò l’università. Oggi porto a casa una delusione, domani porterò avanti un obiettivo in più.

Perché non è una caduta a definire chi siamo, ma la forza con cui scegliamo di rialzarci”.